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Salvatore Riina diventa eroe su facebook. Fra i commentatori alcuni detenuti

Su facebook ci sono pagine inneggianti al nazismo, ve ne sono altre che prendono di mira i disabili, non potevano mancare le pagine che inneggiano a Salvatore Riina.

“Pane e malavita” è una pagina facebook  con  oltre 65mila fan. Essa comprende post inneggianti a personaggi malavitosi reali (Salvatore Riina) o fittizi (ad esempio i personaggi di Romanzo Criminale).

Fra i post ve ne è uno con la seguente frase: “Gli infami si devono mozzicare la lingua e ingoiarsela cosi non parlano più. Buongiorno a tutti”:

facebook pagina pane e malavita
facebook foto pagina pane e malavita

Già il contenuto del post è “pesante”, ma  il commento di Nicola è stucchevole:

“Per me quelle persone non meritano pietà devono essere eliminate immediatamente non anno vita per stare sulla terra infami di merda”

In un altro post  c’è una foto con la seguente didascalia: “Voi non avete capito, o per meglio dire non volete capire che cosa significa Corleone. Voi state giudicando…degli onesti galantuomini che i carabinieri e la polizia hanno denunciato per capriccio. Noi vi vogliamo avvertire che se un solo galantuomo di Corleone sarà condannato voi salterete in aria, sarete distrutti, sarete scannati come pure i vostri famigliari. Adesso non vi resta che essere giudiziosi. Salvatore Riina

Salvatore Riina (foto tratta dal post presente sulla pagina facebook Pane e Malavita)
Salvatore Riina (foto tratta dal post presente sulla pagina facebook Pane e Malavita)

La frase viene commentata dagli utenti con terribili slogan: “sei il numero 1”, “Sei un grande zio Salvatore Riina“, “Nn ce nessuno piu come lui ma se continuiamo cosi ce ne saranno tanti”.

In un altro post vi è un inno alla giustizia fai da te:

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facebook foto pagina pane e malavita

La foto viene commentata da Marcello con le seguenti parole:

Cosa ti meravigli se non si sono seguiti gli insegnamenti dei corleonesi che quando uno fa lo sbirro gli arrivi addosso la ritorsione che vuoi farci. Gli anni 80 e 90 ormai sono finiti purtroppo”

Un altro fan di Salvatore Riina scrive:

“Ci troviamo in questo schifo xche nn ci sono piu persone cm u zu toto ci vorrebbe una cupola che si ricordasse del popolino”

“Pane e malavita” non è l’unica pagina che mostra post inneggianti a Salvatore Riina, o più in generale alla malavita.

“Noi Carcerati” è una pagina che si rivolge ai detenuti e ai loro parenti. In realtà essa  nasce con uno scopo nobile: sostenere i detenuti che stanno scontando la pena. Le condizioni dei detenuti in Italia sono pessime, dunque una pagina a sostegno degli stessi potrebbe solo far bene, ma qui si va ben oltre…

Ci sono degli aneddoti “innocenti” sulla vita del carcerato, ma c’è altro…ad esempio questa foto:

facebook foto pagina noi carcerati
facebook foto pagina noi carcerati

La foto viene commentata da Enzo con la seguente frase:

“Io vorrei vedere se qualcuno farebbe del male a tua famiglia e a polizia interviene a che capre che siete”

Ad Enzo risponde una donna che elogia “gli uomini del sud”:

“L’unica giustizia è quella che si fa da se. E chi non può difendersi credimi volendo può trovare a chi rivolgersi soprattutto giù al sud Di certo non agli infami in divisa…”

Ma quello che ci ha colpito è un altro elemento…

Gli amministratori  fanno domande tipo: “Chi di voi sta scontando i domiciliari?”, oppure “Quando è il vostro fine pena?”. In questo secondo caso qualcuno ha fatto notare che chi è in carcere non può usare facebook, gli stessi admin hanno poi scritto che la domanda è rivolta a chi si trova ai domiciliari.

Dopo aver fatto i dovuti riscontri abbiano notato che, al di là di qualche commentatore ironico, fra gli utenti  che hanno risposto alla domanda  molti attualmente si trovano agli arresti domiciliari.

Gli amministratori della pagina non sanno però che anche chi si trova ai domiciliari non può usare facebook, a tal proposito ci sono diverse sentenze. L’uso dei social network, infatti,  comporta l’ordinanza di sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari. In sostanza chi si trova agli arresti domiciliari usando facebook rischia di finire in galera.

 

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