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Salvare l’editoria: promesse in Bianco del sindaco catanese

Se la libertà di stampa soffre, è un lutto per la democrazia” così nel Giugno 2013, Enzo Bianco si era espresso riguardo la pesante crisi che colpisce il settore editoriale e le emittenti televisive locali.

Nel frattempo a tre anni di distanza, assistiamo  alla chiusura di antenna sicilia, insieme a telejonica e telecolor, con il gran numero di giornalisti, tecnici ed amministrativi che hanno perso il posto di lavoro.

L’alba di un tardivo risveglio giunge da un comunicato stampa inviato mercoledì dal sindaco, che riferendosi alla situazione nella quale grava la redazione giornalistica di antenna sicilia prossima alla chiusura “incoraggia le istituzioni competenti alla creazione di ammortizzatori sociali per evitare che si perdano posti di lavoro”.

Eppure nessuna menzione alle “soluzioni concrete” prospettate energicamente dallo stesso appena tre anni prima. Francesco Di Fazio, Vice Presidente nazionale REA TV ricorda le proposte paventate dal primo cittadino per salvare l’informazione locale.

Previsti dal sindaco erano infatti: la richiesta al Presidente dell’assemblea regionale  di: calendarizzare in aula il disegno di legge presentato dai deputati regionali, per gli aiuti all’emittenza locale; un incontro con il presidente Crocetta per la richiesta di risorse necessarie, la creazione di una task force a Palazzo degli elefanti, accordi con il mondo del commercio e dell’industria per trovare ossigeno ricorrendo alla pubblicità.

«Si è trattato solo di una passerella politica – commenta Francesco Di Fazio – per la quale sono stati usati i sindacati. La Sicilia, è l’unica regione a non aver profittato dei fondi europei per il passaggio al digitale terrestre, rimangono due miliardi inutilizzati e la legge 304 del compianto onorevole Leanza, alla cui stesura ho collaborato per il 60%, priva di decreti attuativi e quindi di fatto una legge rimasta nel cassetto. Anni di promesse cadute nel vuoto per l’indisponibilità della segreteria Bianco agli impegni presi».

«l’incapacità burocratica di chi non ha mai voluto trovare delle soluzioni – commenta il responsabile Rea tv – la crisi non si risolve con le pacche sulle spalle o rimandando ad altre soluzioni come gli ammortizzatori sociali, che tra l’altro esistono già e sono materia sindacale.

Serve – continua di Fazio –  una politica che punti a creare sostegno, sviluppo ed impulso, incontrando le Associazioni Nazionali delle Tv Locali come la REA, le quali conoscono i veri problemi del settore e possono indicare le soluzioni per la sopravvivenza dell’emittenza televisiva e la salvaguardia dei posti di lavoro con il prezioso aiuto dei sindacati».

In attesa di soluzioni concrete, una sola certezza: la libertà di stampa fa passi indietro.

vedi anche la televisione locale muore

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