InchiestePrimo Piano

Festa a Monte Po finanziata dalla mafia sotto l’attuale presidenza del Circolo Sant’Agata

Marcello Sacco dal 19 maggio è il nuovo – vecchio – presidente del Circolo di Sant’Agata.

Il circolo di Sant’Agata, il più antico di Catania, ha eletto un nuovo presidente e 6 consiglieri. Non c’erano elezioni da 12 anni. Il circolo è stato commissariato per un lungo decennio. Anni di indagini per scoprire la commistione tra malavita e festa.

Fatto noto è che fino al 2005 la tessera numero 1 del circolo era intestata a Nitto Santapaola mentre della numero 2 era titolare Enzo Mangion. A quel tempo presidente del Circolo era Pietro Diolosà che sarà imputato poi assolto per concorso esterno in associazione mafiosa.

C’è un fatto paradigmatico però che testimonia le profonde infiltrazioni mafiose nella festa. Il collaboratore di giustizia Natale Di Raimondo, nel 2006, parla di quella volta in cui il cereo del circolo di Sant’Agata fu portato per due giorni a Monte Po. Si usarono i proventi di una bisca clandestina per finanziare la festa.

La testimonianza di Natale Di Raimondo

«Sono devoto di Sant’Agata e ancora oggi seguo la manifestazione tramite la televisione, via satellite.
Nel 1992 e nel 1993, quale responsabile del gruppo “Monte Po”, destinai i proventi di una bisca clandestina ove si giocava alla “zicchinetta“ e i cui proventi erano destinati al mio gruppo, per pagare i portatori della candelora del circolo di Sant’Agata nel quartiere Monte Po. La candelora stazionò 2/3 giorni nel quartiere e pernottò sotto casa mia.

Decisi di fare arrivare la candelora nel quartiere sia per acquisire maggiore prestigio quale “mafioso” sia per senso di devozione verso la Santa. Il quartiere era perfettamente a conoscenza che la candelora era a Monte Po per una mia iniziativa.

Scelsi la candelora del circolo di Sant’Agata in quanto mio zio era una dei portatori di quella candelora. Mio zio non faceva parte dell’organizzazione, ma era “lavoratore” alla fiera di Catania, ove aveva un posto fisso.»

“La festa costò 30/40 milioni di lire”

«La “venuta” della candelora nel quartiere, comportò una spesa di circa 30/40 milioni di lire, che io versai a mio zio, utilizzando – come ho già detto – i proventi della bisca. Con tali somme vennero pagati i portatori, l’illuminazione del quartiere e i fuochi d’artificio. Io non mi sono materialmente occupato dell’organizzazione, perché in entrambe le occasioni versai i soldi a mio zio il quale si interessò di tutto».

Lo Stendardo del mafioso rimosso dalla candelora quando si pentì

«A celebrazione della venuta della candelora nel quartiere, feci realizzare uno stendardo con l’indicazione del nome della mia famiglia, con la dicitura “ Di Raimondo 1992/1993”, che all’epoca costò qualche tre milioni di lire. Lo stendardo venne appeso alla candelora del circolo di Sant’Agata e vi rimase anche negli anni successivi, mentre io ero detenuto. Poi, nel 1998, quando divenni collaboratore di giustizia, lo standardo venne tolto. Non so chi decise di togliere lo standardo, anche se è chiaro che non venne più appeso perché io ero diventato collaboratore di giustizia. Io seppi da mia madre che non era stato più appeso.

Da giovane partecipai attivamente ai festeggiamenti agatini nella città di Catania, anche vestendomi con il sacco bianco. Poi ritenni di non essere più degno di vestire il sacco e partecipai alla festa solo privatamente, recandomi con i miei familiari presso Piazza Borgo per assistere ai fuochi di artificio serali».

Durante la festa a Monte Po era presidente Marcello Sacco

Al tempo in cui accadono i fatti narrati dal collaboratore di giustizia Di Raimondo il presidente del Circolo di Sant’Agata è lo stesso Marcello Sacco eletto il 19 maggio scorso.

Quest’ultimo fu alla presidenza dal 1986 al 1995. Per due anni consecutivi, nel 1992 e nel 1993, la candelora del Circolo di Sant’Agata dimorò sotto casa del boss a Monte Po. Di Raimondo donò al cereo anche uno stendardo che rimase appeso fino a quando egli fu “uomo d’onore”. Quando si pentì lo stendardo non era più appeso alla candelora.

LEGGI ANCHE:

“Mirabella, Camarda, Lipera al comitato per i festeggiamenti agatini?”

Tags
Mostra di più

Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.