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S. Maria La Scala: riqualificazione del borgo lacunosa ed incompleta – FOTO –

Soprannominata  affettuosamente dagli acesi con l’appellativo di piccola Portofino per la sua somiglianza con la famosa località ligure, la frazione marinara acese di Santa Maria La Scala negli ultimi mesi è stata interessata da lavori di riqualificazione. Tuttavia, bisogna dire che ultimati gli interventi sulla graziosa borgata, non tutti sono rimasti soddisfatti.

Si registrano infatti molte lamentele da parte degli acesi che hanno espresso parecchie perplessità sulla qualità di realizzazione dei lavori portati a compimento dalla ditta esecutrice. Fra i mugugni maggiormente rilevanti spicca il disappunto del cittadino acese Stefano Ali che, con un dettagliato dossier fotografico pubblicato su facebook, ha documentato gli aspetti secondo lui carenti del nuovo volto di Santa Maria La Scala.

Il dossier di Ali si articola in vari punti, dove vengono spiegate le lacune delle opere pubbliche compiute. Oltre che la vasta documentazione fotografica, di seguito pubblichiamo le argomentazioni di Ali:

1) Scadente qualità nell’esecuzione dei lavori. Mai nessun privato avrebbe permesso, col proprio denaro, una simile conduzione dei lavori. Manca il concetto di bene comune, la coscienza che i soldi spesi sono quelli del contribuente. Dalle foto allegate si può rilevare la qualità dell’esecuzione dei lavori e come anche in questo, l’opera mi sembra che non sia stato realizzato tutto ciò che era previsto in capitolato.
2) Limiti o problemi nella progettazione dell’opera. Anche in questo caso si ricorre alla variante in corso d’opera, variante proposta in seguito ad un sopralluogo ad appena un mese dalla consegna dei lavori.
3) Problemi nella gestione dell’iter dell’opera. I lavori dovevano essere conclusi entro 24 mesi dal finanziamento, sono stati completati con quasi un anno di ritardo dopo ben cinque decreti di proroga della Regione Sicilia.
4) Mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione. Il progetto originale è stato reso disponibile solo in fase di gara di aggiudicazione, quello oggetto della variante in corso d’opera è sconosciuto. Non sono disponibili relazioni sulla conduzione e sul completamento dei lavori.
In questa nota cerco di approfondire gli aspetti legati all’esecuzione dei lavori.
Dalle foto allegate (scattate il 6 marzo 2016) si può facilmente riscontrare come nel lungomare oggetto principale dell’intervento siano stati abbandonati residui dei lavori (una intera scala in cemento, amianto, detriti delle lavorazioni, parti della vecchia ringhiera etc.).
Di seguito evidenzio alcuni dei lavori previsti dal progetto originale che a mio modesto avviso non sono stati realizzati, in parte o interamente. In corsivo riporto quanto previsto nel documento di gara RG.01 – RELAZIONE GENERALE.
1) Nella Piazza Santa Maria della Scala era prevista: “la sistemazione di tutte le attrezzature presenti nella piazza come le panchine in ferro e la ringhiera in ferro, per i quali elementi è previsto il recupero tramite un trattamento anticorrosivo e una verniciatura. Inoltre, è prevista la sistemazione delle aiuole che contengono alberi abbastanza rigogliosi e antichi, dunque sicuramente una risorsa naturale da tutelare. Per questo è previsto l’allargamento delle aiuole, sede degli alberi esistenti con le relative operazioni di risistemazione. Infine, si prevede la sostituzione degli apparecchi illuminanti presenti nella piazza, mediante pali di altezza limitata con proiettori a Led. Inoltre, le sedute saranno definite in basso da una strip led”.
Di verniciatura non c’è traccia ed i pali dell’illuminazione mi sembra che siano quelli originari. Avendo effettuato la visita di mattina non ho potuto verificare se fossero stati istallati proiettori a led. Anche gli alberi rigogliosi ed antichi, risorsa naturale da tutelare, sono stati eliminati, sia quelli della piazza che quelli del lungomare.
2) La Riqualificazione funzionale piazzetta sotto piazza S.M. La Scala prevedeva fra l’altro… la sistemazione e l’arredo di un’area attrezzata per il gioco dei bambini.” Per il momento l’arredo fornito è adatto al solo gioco della Campana.
3) In Via Tocco “si prevede di realizzare la pavimentazione mediante due fasce carraie in blocchi di basalto lavico e la restante parte in selciato.” Tutto è rimasto tale e quale, continuo a vedere lo stesso pessimo asfalto.
4) Nella Passeggiata panoramica del lungomare – Via Molino era previsto “l’ampliamento dell’intero marciapiede in cemento armato, con la sostituzione/sistemazione della ringhiera esistente che versa in pessime condizioni. Collocazione delle sedute e dell’illuminazione. L’obiettivo dell’intervento è dotare la frazione marinara di una promenade realmente percorribile da tutti normodotati e disabili”.
L’ampliamento del marciapiede è stato probabilmente eliminato dalla variante in corso d’opera, di sedute non c’è neanche l’ombra, il percorso per i disabili è ad ostacoli ed infine innovativo mi sembra il marciapiede che in alcuni punti è alto 40 cm, sarà per proteggere i pedoni dalle auto. Auto che a dire del Sindaco non dovrebbero più transitare, visto che la variante anticipa la chiusura al traffico del lungomare. In compenso l’area sottostante è stata lasciata in uno stato VERGOGNOSO.
6) Non sono stati assolutamente eseguiti i lavori relativi all’Accesso alle chiazzette con area antistante dove era prevista “l’eliminazione di parte dello strato di asfalto che circonda i fusti degli alberi e il successivo allargamento delle aiuole e rifacimento con un sistema più flessibile costituito da cantonali in pietra lavica ed elementi di collegamento in rame e legno“.
Infine, nella riflessione di Stefano Ali trova spazio una duplice domanda molto chiara rivolta all’amministrazione comunale ed alle istituzioni politiche acesi: <<Alla nostra Amministrazione interessa la qualità e l’accuratezza dei lavori? Esiste una relazione di collaudo dell’opera?>>. Questi interrogativi sintetizzano le perplessità di una cittadinanza acese stanca di vedere la costante mala gestione di denaro pubblico da parte degli organi competenti. Nei progetti o più realisticamente nei sogni di una città di Acireale che possa vivere di turismo tutto l’anno, la frazione di Santa Maria La Scala dovrebbe rappresentare un gioello prezioso che, alla luce dei fatti, finora non sembra aver ricevuto l’opportuna tutela.

 

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