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Il ruolo della donna mamma e i sensi di colpa

Mamme stressate e ruolo paritario dei genitori nella gestione familiare?

“Sono abbastanza brava come madre?”

… Se riprendo a lavorare e non dedico tutto il mio tempo al bambino, sarà giusto? Riuscirò ad insegnargli i miei valori e le mie idee ? Come farò quando arriverà un altro figlio?  Se scelgo di non allattarlo?  Se uscissi un po’ con un’amica per ricaricare le energie? E se scopro che senza di lui sto bene e non sento la sua mancanza, è sbagliato? Sarà giusto delegare, lasciandolo con altre persone? Se utilizzo tv, tablet, per farlo stare fermo e potermi dedicare a me sono una cattiva madre? Sarò la causa involontaria dei suoi disagi attraverso i miei comportamenti? Gli sto proponendo e permettendo di partecipare a tutte le attività?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che una mamma si pone, e chissà forse oggi anche un papà.

Che ruolo hanno oggi i papà?

Secondo i modelli culturali e le tradizioni, è la donna che da sempre ha dovuto rinunciare al lavoro, alla carriera per la costruzione della famiglia. I papà erano quelli che si occupavano di mantenere il benessere economico della famiglia. Ma l’ideale di famiglia è in continua evoluzione. I ritmi di cambiamento sociale sono sempre più veloci e orientati verso nuove regole e codici di comportamento. La vita sociale è caratterizzata da quello che viene definito dai fisici come “entropia” , ovvero disordine, sia a livello educativo (bambini incontentabili e sempre più capricciosi), che di organizzazione e gestione del tempo e della quotidianità (bambini che sono impegnati in infinite attività, e genitori che si perdono dietro a questo).

Spesso non è più possibile confrontarsi con ciò che ci è stato insegnato e trasmesso dai nostri genitori, con ciò che sono state le nostre radici. Questo genera confusione, paura del nuovo e sensi di colpa sul senso del giusto- sbagliato.

In questa epoca, i sensi di colpa fanno da padrone nella mente delle mamme in generale, e ancor più nelle mamme moderne, divise tra desiderio di essere donne realizzate e mamme e mogli perfette.

Ogni mamma sperimenta nuove emozioni e sensazioni e sperimenta soprattutto sè stessa, durante la nascita del proprio bambino. Ma tra le tante emozioni quali felicità, tristezza, rabbia, paura, è proprio questo senso di colpa che mette a dura prova il benessere psicologico delle mamme.

È una sensazione diffusa, quella di tentare di incastrare tutto famiglia, bambini, lavoro, palestra, vita sociale, alla perfezione, con il senso di colpa di non essere riuscite a fare tutto perfettamente.

Cosa intendiamo con “senso di colpa”

 Il senso di colpa è una emozione che segue la violazione di un precetto.

Il senso di colpa porta le mamme ad un atteggiamento mentale nel quale si sentono sbagliate, pensano di essere in errore nei confronti della famiglia e dei loro figli.

Tra le tante situazioni che favoriscono l’emergere del senso di colpa materno, il dover riprendere il lavoro dopo la nascita del bambino, dovergli dedicare meno tempo o lasciarlo in un nido, con i nonni o una baby sitter, sentirlo piangere e trattenersi dal prenderlo in braccio, fino a trasformarsi in ossessione.

Per placare il senso di colpa le mamme tendono a soddisfare le richieste impossibili e spesso anche eccessive del bambino. Questo ultimo deve imparare che ci sono delle regole e dei confini che vanno rispettati, che non può avere tutto quello che desidera, o scegliere lui al posto dei genitori circa la sua educazione, e le mamme devono capire che non è sempre sinonimo di errore il senso di colpa.

In psicoanalisi si parla di senso di colpa conscio e inconscio

Il senso di colpa conscio si struttura nel corso dell’età evolutiva della persona, inizialmente ubbidendo alle regole dei propri genitori, per timore di subire una punizione oppure perdere il loro affetto. Successivamente, grazie alla capacità di riconoscere i sentimenti dell’altro differenziandoli dai nostri, si può provare disagio nel far male agli altri, favorendo la nascita del sentimento di responsabilità.

Il senso di colpa inconscio è invece determinato da motivazioni irrazionali e sconosciute, può intaccare la propria autostima e la sicurezza in sé stessi. Secondo Freud il senso di colpa inconscio ha origine nella dinamica Edipica.

Il senso di colpa inconscio può emergere attraverso, ansia depressione ipocondria atti delinquenziali.

Ma il senso di colpa può trasformarsi in patologia, attraverso la sensazione di essere onnipotenti e responsabili per tutto ciò che succede intorno a se. E ancora dall’impossibilità di dire di no o porre dei limiti al desiderio dell’altro, per paura di trasmettere un immagine negativa di se stessi, fornendo sempre un immagine ideale dove il dovere si sovrappone al piacere.

Il senso di colpa sano contrariamente a quello patologico può aiutarci a crescere permettendoci di interrogarci e di metterci in discussione.

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Alessia Nestori

Catanese di nascita ma romana di adozione e studi. Psicologa laureata presso ‘La Sapienza’ di Roma, specializzanda in Psicoterapia ad orientamento Psicoanalitico Lacaniano presso l’Istituto Freudiano di Roma. Dopo la laurea ho frequentato l’ABA di Roma, Associazione che si occupa di Disordini del Comportamento Alimentare, conseguendo una specializzazione in “Clinica Psicoanalitica dell’Anoressia-Bulimia e dell’Obesità”. Ho portato la mia esperienza clinica in progetti sul “Benessere Psicologico” presso alcune Farmacie. Appassionata anche di Psicologia Giuridica, dopo un master presso l’AIPG (Associazione Italiana di Psicologia Giuridica) di Roma di cui sono socia, ed un corso biennale di formazione in Psicodiagnostica, ho collaborato con l’USSM (Ufficio Servizi Sociali Minori area Penale) di Catania. Attualmente lavoro presso la Corte di Appello di Roma come Psicologo ex art. 80 per il Ministero di Giustizia negli Istituti Penitenziari.A Catania, la mia città, che non voglio abbandonare, collaboro con la Procura del Tribunale per i Minorenni, e con il Punto Luce che fa parte del circuito di Save the Children, dove mi occupo di un progetto sulla genitorialità “Spazio Mamme” ma dove i papà sono i benvenuti. Sono convinta che per il benessere dei figli occorra la partecipazione di tutti gli adulti di riferimento. La mia passione per la fotografia, i viaggi, l’arte, il cinema, il teatro e la moda, mi permette di ritrovarmi e ricaricarmi. Il mio vivere in volo tra Roma e Catania è probabilmente la mia energía e la fonte di ispirazione, come ogni viaggio in cui porti sempre qualcosa di nuovo dentro.

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