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Rossi vince la prima sul podio tricolore con le Ducati

Il primo round del motomondiale Gran Prix sul circuito di Losail, nella tappa notturna del Quatar, è puro spettacolo. È godimento per tutti gli amanti di motociclismo e tutti i tifosi italiani in particolare. Era il 2006, mentre l’Italia calcistica esultava per la vittoria della coppa del mondo, in Giappone a Motegi, fu l’ultima volta in cui si vide un podio tutto italiano: furono Capirossi, Rossi e Melandri. Ieri, sul tracciato nel deserto di Doha, dopo nove anni, è ancora podio tricolore con Valentino Rossi sul gradino più alto seguito dalle due splendide Ducati di Dovizioso e Andrea Iannone. Quarto Jorge Lorenzo dopo un’ottima partenza e un cedimento finale, quinto il campione iridato Marc Marquez seguito dal compagno di squadra Dani Pedrosa.

La gara. Pronti e via al motomondiale ed è subito difficoltà per il campione del mondo che dopo un lungo alla prima curva si ritrova in ultima posizione. Davanti scatta bene la Ducati di Dovizioso che decide il passo gara seguito da Lorenzo e Iannone. Rossi perde due posizioni dopo il via ma comincia a “martellare” giri veloci facendo segnare il record della corsa al giro sei, un sorpasso dietro l’altro ed ecco il dottore che ha ricucito il gap con i primi tre. In quattro piloti quindi, si staccano dal gruppo per una volata che coinvolgerà tutti fino alla fine, mentre Marquez con una rimonta importante supera Pedrosa, non pervenuto nella “battaglia”,  e si prende la quinta posizione che manterrà stoicamente fino alla fine della corsa. Lorenzo dopo una serie di sorpassi con Dovizioso, cede inspiegabilmente il passo proprio nel momento in cui, a sette giri dalla fine, Valentino Rossi sembra tornato indietro di dieci anni, cambia marcia e supera prima Iannone e poi Lorenzo, arrivando dritto sul codone della Ducati di Dovizioso con cui ingaggia una bagarre che lo vedrà trionfare alla bandiera a scacchi finale.

Analisi della gara. Davvero tanti i spunti della prima gara della stagione che potrebbero essere approfonditi. Ci vorrebbe ciò che in un gergo tecnico giornalistico  si chiama “carrellata” di immagini, che come nei titoli di apertura di un telegiornale,  scorrono vicine  perché non si sa da quale argomento iniziare data l’importanza di tutti. Rossi c’è, Valentino torna alla vittoria con la sua Yamaha M1 sembrerebbe il tema principale della serata. Ma anche l’errore di Marquez e il suo quinto posto sono degni di nota dopo una scorsa stagione caratterizzata da vittorie innumerevoli. Di assoluta importanza c’è la questione Ducati, che sorprende tutti realizzando e mettendo in pista una moto eccezionale, che più volte ha mostrato una netta superiorità sul rettilineo ridicolizzando letteralmente le Yamaha che di certo non andavano piano. Anche il podio tutto italiano con l’inno di Mameli che torna a ad essere suonato in segno di vittoria sarebbe una notizia degna per un’apertura di un giornale. Significativo è stato lo spirito di Andrea Dovizioso, finalmente combattivo con la sua Ducati, pronto a battersi con le unghie e con i denti per la prima posizione, ma soprattutto da sottolineare è una nuova importante realtà tutta italiana: Andrea Iannone, un giovane e talentuoso pilota di cui certamente sentiremo parlare in futuro. Altrettanto rilevante è stato il disagio patito dalle Honda ufficiali, quinta e sesta al traguardo, che ha ridimensionato un dominio che prima della gara, esperti e non del settore, avrebbero definito come difficilmente colmabile.

Molti dunque sono stati i temi che hanno caratterizzato la prima uscita della MotoGP stagione 2015. Ma per ora, ancora una volta da quasi venti anni, bisogna rendere onore a Valentino Rossi campione infinito autore di un’ennesima gara che entrerà nella storia del motociclismo. Di certo siamo soltanto all’inizio, ma sembra che il motomondiale anche quest’anno prometta spettacolo ed emozioni fortissime.

 

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Andrea Lorenzini

Laureato in Scienze della comunicazione, con magistrale in Editoria e Giornalismo e votazione di 110/110 e lode presso l'università di Roma Tor Vergata. Appassionato di sport (che pratico in grande quantità), esperto di motori, mi occupo di comunicazione ma la vera passione è la scrittura. Il giornalismo in particolare lo considero "la pietra miliare della democrazia: il cane da guardia del potere". Sono amante della lettura, della buona compagnia e del vino, rosso e di qualità è meglio. Sogno nel cassetto? Reporter inviato, di sport ovviamente.

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