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Rizza arrestato: continuo la mia candidatura

Rizza non sospende la candidatura

Arrestato per truffa, tentata truffa e turbativa d’asta dalla polizia, Antonello Rizza, sindaco di Priolo, non rinuncia alla sua candidatura nelle elezioni regionali che condurranno i cittadini al voto il prossimo 5 novembre.

A consentirgli di non sospendere la sua campagna elettorale, alla luce dei fatti affiorati soltanto l’altro ieri, è la legge Severino la quale, come si spiega in un articolo di internazionale.it, stabilisce la sospensione dell’incarico di un amministratore pubblico, su richiesta del prefetto e del ministero dell’interno, per un periodo di almeno diciotto mesi per i condannati, anche solo in primo grado, per reati come corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato. Un cittadino che abbia subìto una condanna di questo tipo può però candidarsi a una carica pubblica ed essere eletto, ma poi eventualmente decadere.

Antonello Rizza, sindaco di Priolo Gargallo, dipendente Isab in aspettativa di anni 52, di contestazioni ne ha di certo a bizzeffe, precisamente ne ha 22: corruzione, concussione, tentata violenza privata, associazione a delinquere, falso, truffa, intralcio alla giustizia, tentata estorsione, turbata libertà di scelta del contraente. Poi, come riprota la repubblica, l’abuso d’ufficio e via lungo una lista che sembra l’indice del codice penale. Lo stesso, aspirante onorevole, è imputato in 4 processi distinti e separati.

“Non so se avete avuto modo tra ieri e oggi di seguire media e giornali su quello che è accaduto in Sicilia. Ma una cosa è chiara: esiste un patto sulla legge elettorale tra Pd, Fi e Lega per far fuori il Movimento 5 stelle, ma esiste un patto ancora più forte sui media per far fuori il M5s – dichiara in diretta facebook Luigi Di Maio, candidato premier del MoVimento, che sottolinea, come irporta blogsicilia, “la regola è: dai addosso al M5s per qualsiasi sciocchezza ma copri gli altri partiti per le cose gravi”. Il riferimento, ha spiegato lo stesso Di Maio, è al caso dell’arresto del sindaco di Priolo “che era candidato nelle liste del centrodestra con Musumeci ed era nella lista degli incandidabili” consegnata all’Antimafia. Ed evidenza“non era uno degli impresentabili: era il primo degli impresentabili con 22 capi di imputazione”.

Rizza dichiara invece alla repubblica: Non mi sento perseguitato, ma dico che per gli errori giudiziari c’è gente come Enzo Tortora che ha pagato un prezzo troppo caro. Le ingiuste accuse a Mastella sono costate una crisi di governo. E anche la storia di Forza Italia è segnata da processi che non hanno avuto esito.

“Il disagio c’è ed è forte. Ma per il fatto che da sei anni sono sotto inchiesta. Uno, due, tre, quattro processi: poco importa quanti ne ho. Ma spero arrivi prima o poi una sentenza”, dichiara infine.

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Redazione

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