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Rischio sismico: Catania prima città dei dieci “Cantieri di Casa Italia”

Catania – “Consideriamo molto importante che Catania sia la prima città nella lista dei dieci ‘Cantierti di Casa Italia ‘e ringraziamo per quest’attenzione il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni”, dichiara il sindaco di Catania Enzo Bianco commentando la notizia che il Governo ha dato il via al progetto sperimentale denominato “I Cantieri di Casa Italia”.

Questo progetto si propone di ridurre la vulnerabilità di edifici residenziali di proprietà pubblica, individuati con le Amministrazioni comunali, migliorandone la qualità attraverso metodi diagnostici e soluzioni innovative e non invasive tali da consentire alle persone di poter continuare a vivere nelle proprie case.

 
Dopo Catania, la lista delle prime dieci città – selezionate tenendo conto della pericolosità sismica dei territori, della molteplicità delle fonti di pericolo (sismico, idrogeologico, vulcanico), e di vulnerabilità sociale – sono, nell’ordine, Reggio Calabria, Isernia, Piedimonte Matese, Sulmona, Sora, Foligno, Potenza, Feltre e Gorizia.

 
“Per questa importante iniziativa – ha detto Bianco – voluta, oltre che dal Presidente del Consiglio, anche dal senatore Renzo Piano con il suo Gruppo G124 che così bene ha operato a Catania, viene segnata un’autentica svolta perché viene finalmente attuata la prevenzione sismica. E si tratta di una vittoria del gioco di squadra. Sollevammo, il 23 maggio del 2014, nel corso di una riunione a Catania con l’allora sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio, il problema della necessità di un’azione di prevenzione sugli edifici nelle zone ad alto rischio sismico. In quell’occasione chiedemmo una riunione operativa con la Protezione civile a Catania e che il Governo potesse studiare un sistema di incentivi anche fiscali per chi, privati compresi, abbia intenzione di effettuare sulle abitazioni lavori per attenuare il rischio sismico. Adesso, grazie al progetto ‘I Cantieri di Casa Italia’, lavoreremo con il Governo per individuare al più presto l’edificio sul quale sperimentare queste tecniche innovative che consentiranno di ridurre i rischi per gli abitanti in caso di terremoto”.

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Redazione

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