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Rischio chiusura PalaTupparello, Nicotra “Urge una soluzione: Alì si faccia sentire”

L’ex sindaco di Acireale, dott. Nino Nicotra,  si esprime circa l’annosa vicenda che vede protagonista il PalaTupparello. 

«Il sottoscritto -si legge in una nota- intende prendere posizione e, senza voler fare critica politica, suggerire quelle che potrebbero essere delle soluzioni e prospettive. La struttura in oggetto rappresenta uno dei migliori impianti del centro sud Italia. Certamente con dei canoni di 30 anni addietro, ma resta, se idoneo e agibile. Un fiore all’occhiello per la nostra città ed il suo hinterland. Addirittura rappresenta un impianto migliore, rispetto a quelli presenti nella vicina Catania, città metropolitana. Tanto è vero che, da 30 anni appunto, in campo artistico e concertistico, viene utilizzato come tappa catanese, dei tour degli artisti nazionali e internazionali».

“Un bando pubblico per affidarla a chi ne ha usufruito negli anni”

«È urgente che questa amministrazione apra ai privati nella gestione, ma non in modo truffaldino, cioè di lasciare i debiti a carico del comune ed i profitti ai privati ed ai gestori. Trattasi di apertura e gestione in tandem, specie dei danni economici pregressi. Si deve pianificare un programma di rientro che possa essere conveniente per il comune, proprietario dell’immobile e per chi lo gestisce. Consiglio all’amministrazione comunale di Acireale, l’immediata
riapertura e utilizzo, a fronte delle migliorie di cui necessita la struttura. Al tempo stesso, attraverso un bando pubblico, avviare le procedure per offrire il palasport in gestione possibilmente agli stessi organizzatori che hanno sfruttato l’impianto. Sia sotto il profilo di profitti, che di usura da utilizzo. In tal modo, si assicurerebbe continuità di opportunità per gli acesi, rispetto alle attività culturali e musicali calendarizzate. Si incrementerebbe una micro-economia derivante dai concerti, parcheggi e congressi. Si scongiurerebbe un’altra chiusura che tanto ricorda quella delle terme, della villa Belvedere, della Pozzillo, del cine-teatro Maugeri, del Galatea. Tutte strutture chiuse provvisoriamente e successivamente cadute nel dimenticatoio nei cassetti della burocrazia.

Cosa causerebbe la chiusura del PalaTupparello?

«Tanto è vero ciò che affermo – continua l’ex sindaco di Acireale Nino Nicotra – che Catania con l’impianti di corso Indipendenza e addirittura anche Messina con il palaRescifina, si sono offerti. Stanno cercando di strappare alla nostra città, il monopolio in fatto di offerta artistica e musicale, finora programmata al palaTupparello.

«D’altro canto, se il Comune di Acireale, rilevasse la gestione della struttura, si troverebbe ad onorare per intero il mutuo, mai pagato dalla società concessionaria per il trentennio appena concluso. I concerti, in un modo e nell’altro, costituirebbero possibilità di profitto per le esigue casse comunali. Ecco perché invito il sindaco ing.Stefano Alì e le cariche politiche presenti in ambito regionale e nazionale, di battere un colpo e farsi sentire, verso una problematica che riguarda tutti gli acesi. E non continuare a far finta di occuparsi di altro. Se oggi siamo arrivati a questa conclusione, è frutto di un menefreghismo ( nella migliore delle ipotesi) di una classe politica assente e troppo flessibile agli accomodamenti. La chiusura del palasport di Tupparello, causerebbe altri danni di natura economica, per mancata manutenzione, saccheggi e vandalizzazione di un bene di tutti», conclude Nicotra.

E.G.

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Redazione

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