Cronache

Rinnovo contratto sanità privata, sindacati: nessuna apertura se non si blocca la trattativa nazionale

Rinnovo contratto sanità privata, i sindacati annunciano che non saranno presenti alla riunione convocata per la mancanza delle condizioni necessarie.

“Mancano le condizioni per potere essere presenti all’incontro”. Le Funzioni pubbliche di Cgil,  Cisl e Uil annunciano la loro assenza alla riunione convocata, il prossimo 6 marzo, dal presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata della Sicilia, Marco Ferlazzo, per affrontare le problematiche che riguardano il comparto.

“Non possiamo accogliere l’invito – affermano i tre segretari generali, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango – tenuto conto che a livello nazionale la trattativa per il rinnovo del contratto, bloccato ormai da 12 anni, è stato interrotto a seguito della manifestata indisponibilità da parte dell’Aiop e dell’Aris a garantire  le risorse economiche adeguate”.

“Il disagio tra i lavoratori, penalizzati sia dal punto di vista giuridico che economico, è evidente – osservano –  tant’è che è stato avviato lo stato di agitazione”, commentano.

“Rispetto a questo scenario ed in assenza di concreti segnali di apertura – sottolineano i vertici delle tre Organizzazioni sindacali – non è ipotizzabile alcun  momento di confronto”.

“Invitiamo quindi lo stesso presidente Ferlazzo a farsi parte attiva presso la sua Governance nazionale affinché  la situazione possa sbloccarsi, venendo incontro alle legittime aspettative  del personale che, lui come ben sa, soffre una condizione di profondo malessere, soprattutto in Sicilia, legata ad un contratto che per alcuni lavori non viene rinnovato dal lontanissimo anno 2005”, affermano le sigle sindacali.

“Della vicenda – concludono Agliozzo, Montero e Tango – è stato interessato, attraverso i massimi rappresentanti nazionali delle tre sigle, anche il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Nella lettera è stato chiesto un incontro urgente, spiegando che: “non è più sostenibile una situazione che vede l’erogazione di prestazioni che rientrano nei LEA, fatta a discapito delle professioniste e dei professionisti che quotidianamente operano nelle strutture della sanità privata”.

E.F.

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Redazione

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