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Rinnovato contratto per i dirigenti regionali: previsti aumenti

Aumento delle retribuzioni in linea con quelle statali, finanziamento automatico del fondo per la dirigenza e l’introduzione del codice per la responsabilità disciplinare dei dirigenti. Sono queste le novità introdotte con il rinnovo del contratto dei dirigenti regionali firmato all’Aran per il triennio 2016-18.

«Finalmente si colma un vuoto contrattuale che durava da 14 anni anche se si tratta comunque di un contratto mediocre. Alcune questioni rimangono irrisolte come l’esclusione dei coniugi da ferie e riposi solidali, il mancato riconoscimento della parte variabile per gli interim. Oppure il rifiuto di delegare competenze ai dipendenti per coprire le scoperture. Ma abbiamo firmato per recuperare un enorme ritardo dell’amministrazione. Adesso però si parta subito con il confronto per il contratto 2019-2021», affermano Giuseppe Badaglicca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal. 

Gli aumenti destinati ad oltre 1600 lavoratori si aggireranno intorno ai 209,92 euro.

«Adesso, il nostro prossimo obiettivo per il 2020 è la riforma della Pubblica amministrazione regionale. La nostra idea è quella di partire dall’abolizione del ruolo unico per i dirigenti e della conseguente divisione in tre fasce (che tra l’altro doveva essere soltanto provvisoria), per arrivare poi a razionalizzare le competenze e riorganizzare gli assessorati e i dipartimenti regionali omologandoli ai Ministeri. Un passaggio fondamentale per accrescere la capacità di dare risposte tempestive ai cittadini, migliorando contestualmente il dialogo con lo Stato», dichiarano Paolo Montera e Sebastiano Cappuccio, segretario generale della Cisl Sicilia.

E.G.

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Redazione

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