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Rimborsi irregolari, “non luogo a procedere” per i 44 consiglieri provinciali

Catania –  Sono stati assolti i 44 consiglieri provinciali indagati di aver avuto dei rimborsi irregolari durante il biennio 2011-2012. Secondo l’accusa, i consiglieri etnei avevano percepito irregolarmente 486mila euro tra missioni e acquisti.

La Corte dei Conti, oggi, ha bocciato questa  tesi disponendo il “non luogo a procedere”. Secondo i magistrati contabili, non ricorre alcun danno erariale dato che non si è raggiunto quella responsabilità amministrativa tale da causarlo. Insomma, in questo caso si contestano delle attività assolutamente discrezionali. I giudici, inoltre, hanno condannato l’ente a pagare tutte le spese legali.

Soddisfatti i consiglieri provinciali coinvolti nell’inchiesta, che affidano ai post e a note ufficiali i loro pensieri.

“Nel 2013 – scrive Valerio Marletta –  sono stato “coinvolto” in un procedimento della Corte dei Conti (tribunale che controlla le spese nella pubblica amministrazione), mi si contestavano “spese” per 3.900 euro risalenti al mio mandato da consigliere provinciale (2008/2012). Questa la contestazione: aver speso 3.900 euro per attività non connesse al mio mandato, quindi presunto danno erariale. Si trattava di spese sostenute per comprare libri sugli AGROFARMACI, manifesti per pubblicizzare la mia attività consiliare, un servizio televisivo, il service per tenere diverse iniziative. Tutto documentabile, tutto alla luce del giorno. Nessun pranzo o cena alettorale, nessun bene di lusso, tutto spese permesse dalla legge. Da allora, senza aspettare un giudizio della Corte dei Conti, si è scatenata la “macchina del fango” contro di me di alcune forze politiche, ovviamente volevano distruggere la mia immagine, dimostrare che in politica “semu tutti i stissi”. Mi sono difeso davanti agli organi di competenza, fiducioso e rispettoso. Oggi 23 APRILE LA VERITA: con la Sentenza n 395 la Corte dei Conti RIGETTA NEL MERITO TUTTE LE ACCUSE!!! Si stabilice che non ho provocato nessun danno alla cosa pubblica, ho rispettato le regole della pubblica ammInistrazione, anzi condannano la Provincia di Catania a pagarmi le spese legali sostenute di euro 1500 euro. Sono felicissimo, dimostriamo, ancora una volta, che non “semu tutti i stissi”. Non mi aspetto scuse da chi mi ha infangato, tanto con me “Ntappunu duru”. Amen.

“L’ ordinamento ha toppato come volevasi dimostrare. 2 anni e mezzo di indagini e spese. 5 mesi per una sentenza dalla data dell’ udienza. Una BROCHURE ” io parteggio” che ovviamente non poteva essere reato.  – dichiara Antonio Tomarchio – Un processo della Corte dei Conti che mette tutto e tutti nello stesso calderone e non fa distinguo nel merito delle cose. Il risultato? tutti a processo e nessuno condannato visto che il formalismo prevale sulla sostanza. Nella sentenza, infine, si dice persino :”Ebbene, pur nella consapevolezza della sommarietà che caratterizza una simile modalità di indagine”… e…. ” si riconoscono le spese legali ai soggetti”. La beffa delle beffe( per quanto sopra sui tempi della cosiddetta giustizia contabile )soprattutto per la ridicola campagna di stampa che hanno condotto quei 4 leccaculo del potere pronti a sedersi in un ufficio stampa ma incapaci di raccontare i fatti. Ai 4 si sommano le tantissime persone false e ipocrite che hanno ricamato “trazzi” e almeno 1450 stronzi che hanno avuto la mia brochure e non hanno esternato una parola di chiarezza ma hanno scelto il silenzio assenso che uccide ogni fiducia e speranza….Alla prossima lotta, magari con questo account che si autoeliminerà perchè tra reale e virtuale per me cambia poco, per tanti invece cambia troppo.”

“Ho sempre agito nel rispetto della Legge e la sentenza di oggi lo conferma. – ha detto Gianluca Cannavò –  Ringrazio i miei legali, gli avvocati Alberto Grasso ed Enrico Pistone per avere sostenuto le ragioni dio correttezza e di trasparenza che mi hanno sempre contraddistinto. Il tempo è sempre galantuomo”.

“Apprendiamo -scrivono in una nota Enzo D’Agata e  Giuseppe Mistretta – che è stata pubblicata la sentenza della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana n° 395/2015 e nel manifestare soddisfazione per il giudizio della Corte che riconosce la correttezza della nostra azione politico- istituzionale, dopo le amarezze e il danno di immagine subito, seppur sereni dell’ assoluta legittimità del nostro operato sempre in linea con il mandato elettorale ricevuto, sentiamo il dovere di ringraziare l’avv. Filippo Cangemi per l’assistenza prestataci e riconfermiamo fiducia nella Magistratura contabile.

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Redazione

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