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Conto salato ai Riina. Lo Stato chiede 2 mln per le spese di detenzione

Il legale dei Riina: "la legge esclude che il rimborso per le spese di mantenimento si estenda agli eredi . Stiamo studiando la questione"

Lo Stato presenta il conto alla famiglia del boss Totò Riina. Ai parenti del padrino corleonese di Cosa nostra è stata notificata da Riscossione Sicilia una cartella esattoriale di circa 2 milioni di euro

I suoi ventiquattro anni al carcere duro sarebbero costati allo Stato circa 2 milioni di euro. Un conto salato presentato ai familiari di un detenuto “eccellente», il boss mafioso Totò Riina, nel frattempo passato a miglior vita lo scorso 17 novembre 2017.

A notificare la cartella esattoriale da pagare alla moglie del padrino di Corleone, Ninetta Bagarella, è stata Riscossione Sicilia, la società che riscuote i tributi nell’isola.

«A noi sembra una boutade perché la legge esclude espressamente che il rimborso per le spese di mantenimento in carcere si estenda agli eredi del condannato. Perciò stiamo studiando bene la questione per vedere in che termini è», ha commentato il legale dei Riina, l’avvocato Luca Cianferoni.

Il riferimento è all’articolo 189 del codice penale che dispone l’obbligo di rimborso delle spese sostenute dall’Erario dello Stato per il suo mantenimento in cella. Tuttavia, ciò, esclude che l’obbligazione si estenda agli eredi: in questo caso moglie e figli del capomafia corleonese.

M.L.C.

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Redazione

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