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Rientra l’allarme carbonchio a Maniace e Randazzo

E’ rientrato l’allarme per l’epidemia di carbonchio nei comuni di Maniace e Randazzo. «Dalle mappature e dai rilievi effettuati possiamo affermare che le attività condotte hanno conseguito l’obiettivo prefissato, contenendo il fenomeno» ha spiegato Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania.

Solo pochi giorni fa, il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, aveva approvato un documento nel quale aveva segnalato le zone infette da carbonchio ematico e aveva indicato quali provvedimenti adottare, a seguito della morte di 15 mucche colpite da carbonchio.

Il carbonchio, noto anche come antrace, è un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis. Generalmente si manifesta come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, quali pecore, bovini, cavalli, capre e suini, ma può anche svilupparsi nell’uomo, per esposizione ad animali infetti, tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio od ingestione di cibo contaminato da queste.

Il timore, dunque, era che l’epidemia si propagasse anche in altre zone. Oggi la conferma che, invece, l’allarme è rientrato,  divulgata dall’Asp di Catania.

I veterinari del Distretto di Bronte hanno vaccinato 3562 bovini e 648 ovini.

L’esecuzione dei trattamenti immunizzanti è stata condotta in maniera centrifuga a partire dalla sede del focolaio verso gli altri allevamenti ricadenti nel raggio di 3 Km, prima, e di 5 Km, al fine di creare un cordone sanitario a difesa e salvaguardia delle popolazioni animali e della salute pubblica.

«Abbiamo agito tempestivamente – afferma il manager dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Giammanco -, in sinergia con i Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, l’Istituto Zooprofilattico, i Carabinieri-Nas e il Corpo forestale. Con loro, in rete e ciascuno per le rispettive competenze, abbiamo condiviso procedure e percorsi Dalle mappature e dai rilievi effettuati possiamo affermare che le attività condotte hanno conseguito l’obiettivo prefissato, contenendo il fenomeno».

Esclusi rischi alimentari per la popolazione.

«Sono stati adottati tutti i provvedimenti previsti e necessari a tutela dei cittadini e a salvaguardia degli allevamenti – continua il dr. Giammanco -. Abbiamo rassicurato i sindaci dei quattro Comuni dell’area che la popolazione non corre alcun rischio. La nostra presenza sul territorio è costante sia per le vaccinazioni, sia per attività di sorveglianza e di prevenzione».

I veterinari del Distretto di Bronte hanno certificato che tutti i prodotti lattiero-caseari provengono da allevamenti esenti dalla malattia.

La tutela dei consumatori è inoltre garantita dai sistemi italiani di certificazione e di tracciabilità degli alimenti, modello di riferimento in Europa.

 

 
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Redazione

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