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Ricky Tognazzi tra il serio ed il faceto, l’intervista a L’Urlo

“La Sicilia è un teatro naturale meraviglioso, è la culla della civiltà; teatro per antonomasia, per tradizione, per storia. Personalmente ci ho girato tantissimi film” a parlare è Ricky Tognazzi in visita a Catania, in occasione della rassegna cinematografica Cinenostrum di Aci Catena.

Riccardo all’anagrafe, figlio primogenito del grande Ugo Tognazzi e dell’attrice irlandese Pat O’Hara. Ricky è un uomo solare e piacevolmente sarcastico (proprio come spereresti), è il cinema fatto persona non solo per il suo lignaggio artistico ma anche per tutto quanto rappresenta: attore, regista, produttore cinematografico e doppiatore. Dotato di una grande nonchalance quando lo incontri è uomo come tanti che si diverte a prendere in giro l’inseparabile moglie, la collega, Simona Izzo.

Il rapporto che ha con la Sicilia è intimo: ci ha lavorato tantissimo, ma c’è qualcosa di più dell’aspetto professionale.
«io qui ci sono cresciuto, venivo con mio padre. In Sicilia ho avuto il mio imprinting con lo spettacolo – racconta – da bambino ho accompagnato, più di una volta, mio padre quando si facevano i David di Donatello a Taormina; mi ricordo quel teatro gremito alla presenza di Elisabeth Taylor e di Richard Burton. Grandi emozioni, cose belle. Insomma la Sicilia è questo ma non solo, basta voltarsi e guardare il mare, farsi una passeggiata ad Ortigia, a Palermo come a Catania per rendersi conto di che tesoro sia».
Quest’anno 60 anni, Giusto?
«Sì, mi par di sì».
 Come li vivi?
«Intanto li viviamo, che è meglio che essere raccontati dagli altri, l’unico modo per sopravvivere e quello di festeggiare i compleanni».
Ma i 60 anni non sono niente
«Se fossero stati 40 sarei stato meglio, però diciamo che festeggiamo l’idea che ci sono arrivato».
In questo momento la tua priorità
«Quello che sto facendo, anche perché noi facciamo un lavoro dove ci mettiamo sempre in gioco mettendoci di fronte agli spettatori e l’esito determinerà il nostro futuro. Ciò che è impellente è il mio presente».
Sei in costante confronto con tua moglie
«Ci vivo insieme, è lei comunque che vive in costante confronto con me. Me la trovo sempre di fronte».
Lavorate insieme, vivete insieme. Siete andati ben al di là della convivenza
«E lo so, siamo degli eroi. Io sono anche santo, per lo meno, sto subendo un processo di beatificazione, processo in corso al Vaticano, sono a buon punto»
Peccato lei in questo momento non ci sia
«Penso sarebbe d’accordo o comunque ne avresti immediatamente le prove, intanto è in ritardo di 30 minuti…»

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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