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Ricercatrice siciliana vince il premio Christoph Schmelzer 2016

Catania  – Marta Rovituso, giovane ricercatrice originaria di Caltanissetta, ha vinto il premio “Christoph Schmelzer 2016”, un prestigioso riconoscimento che conferisce valore, onore e merito allo studio legato all’adroterapia applicato alla cura dei tumori.

“Nel complimentarmi con la giovane concittadina, non posso non esternare sentimenti di profonda amarezza constatando che le nostri menti più brillanti nell’ambito della ricerca, sono costrette a lasciare la nostra regione per portare avanti i loro importanti progetti di utilità sanitaria e sociale.”, ha dichiarato il coordinatore FDI – AN della provincia di Caltanissetta, Fabiano Lo Monaco.
Dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Catania, Marta Rovituso ha perseguito il percorso magistrale all’interno dei Laboratori del Sud dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, sviluppando la tesi in Germania dove ha avviato il suo percorso con il centro di ricerca Gsi di Darmstadt. Completato il dottorato a giugno 2016, si è trasferita a Trento: una decisione forzata se si considera che gli unici centri di protonterapia per la cura dei tumori presenti sul territorio nazionale si trovano a Pavia, Mestre e a Trento, sebbene nel Programma Quadro Sanità del 2003 veniva indicata anche la città di Catania per la realizzazione dell’unico centro per il Meridione.

“La mancata realizzazione del Centro di Protonterapia programmata nella città di Catania è una stortura politica alla quale ci siamo interessati con il coordinatore nazionale del comitato Terra Nostra – Fratelli d’Italia / AN, l’On. Walter Rizzetto, presentando un’interrogazione rivolta alle ministre Beatrice Lorenzin e Stefania Giannini lo scorso febbraio, alla quale però non è giunta ancora una risposta.”, puntualizza Debora Borgese, referente nazionale di Terra Nostra (Fdi – AN). “Ed è imbarazzante questo atteggiamento da parte di chi dovrebbe favorire sviluppo nell’ambito della ricerca e della formazione, incentivando nuovi sbocchi occupazionali e riducendo i costi sanitari destinati ai malati oncologici costretti a lasciare l’isola per curarsi.”, chiosa.
“La nostra regione meriterebbe maggiore attenzione per le sue eccellenze nell’ambito della ricerca e per le brillanti menti a cui dona i natali.”, commenta il coordinatore regionale di FdI – AN Sandro Pappalardo. “Sicuramente dobbiamo fare meglio e di più per mitigare la cosiddetta fuga di cervelli, ma soprattutto dovremmo colmare quei vuoti nella gestione delle nostre risorse mettendo tra le nostre priorità innovazione e ricerca, per l’interesse collettivo e dell’economia regionale non solo sanitaria”, ribadisce.

Il metodo di cura protonterapico è un’idea virtuosa nata nei Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Catania dov’è stato progettato e realizzato un sincrotone, un acceleratore di particelle impiegate per la cura dei tumori: il vantaggio dell’utilizzo di protoni risiede nel fatto che è possibile dosare la quantità necessaria alla distruzione del cancro riducendo il danneggiamento dei tessuti sani come invece avviene con l’irraggiamento della radioterapia classica (Raggi X).

Lo studio e la sperimentazione catanese ha riportato risultati sorprendenti nella cura del melanoma della coroide: su oltre 300 pazienti, molti dei quali a rischio di decesso sicuro, ne ha salvati oltre il 95%, di cui almeno il 70% extraregionali.

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Redazione

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