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Riccardo Pellegrino rinviato a giudizio. “Siamo sereni perchè estraneo alla vicenda”

Avrebbe cercato di comprare i voti per essere eletto all’Ars. È di questo che Riccardo Pellegrino dovrà rispondere in Tribunale, insieme ad altre 11 persone. Tra queste anche Ascenzio Maesano, ex sindaco di Aci Catena e Biagio Susinni, ex sindaco di Mascali.

Il processo inizierà il 4 marzo prossimo, a conclusioni delle indagini avviate durante le scorse Regionali. Durante la tornata elettorale, Pellegrino era candidato con Forza Italia, a sostegno dell’attuale presidente Musumeci.

L’accusa

L’accusa, per Pellegrino, è quella di corruzione elettorale. Secondo la Procura, durante le scorse elezioni ci sarebbe stato un presunto sostegno dato, con la “consegna di denaro” e il “pagamento di 50 euro a voto”, per “ottenere consensi in favore di Riccardo Pellegrino”.

Susinni e Maesano avrebbero messo in contatto Riccardo Pellegrino con Giuseppe Panebianco, mantenendo così l’influenza politica del Maesano ad Aci Catena.

Ed è proprio a Panebianco che Pellegrino e il padre Filippo avrebbero consegnato del denaro per comprare dei pacchetti di voti.

La difesa

“Siamo molto sollevati – ci spiega l’avvocato Luca Mirone, difensore di Pellegrino –  di essere arrivati al dibattimento. Lo affrontiamo con molta serenità, perché sono solo ipotesi accusatorie. Finalmente si potrà instaurare un contraddittorio basato su prove certe che non potranno che confermare l’estraneità dei Pellegrino sulla vicenda”.

Sulla linea difensiva assoluta riservatezza: “Non vogliamo certo rivelare le carte che abbiamo ai nostri avversari”.

Una frase che presagisce dei colpi di scena alla IV sezione del Tribunale.

“Comunque –  conclude l’avvocato –  stiamo affrontando tutto con molta tranquillità perché quando si parla di prove tutto cambia. Finalmente potremo far sentire la nostra voce e a processo si mette tutto nero su bianco quello che realmente c’è”.

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