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Riccardo Pellegrino: “Non accostatemi più alla mafia”

L'avvocato Giuseppe Lipera sottolinea coma la Procura abbia indagato utilizzando tante tecniche e risorse senza riscontri.

“Riccardo Pellegrino è stato oggetto di un massacro mediatico”, così ha esordito l’avvocato Giuseppe Lipera nella conferenza stampa. A indagine archiviata, l’avvocato e lo stesso Riccardo Pellegrino hanno voluto fare chiarezza sull’intera vicenda e sulle accuse di scambio elettorale politico-mafioso.

Riccardo Pellegrino: indagine archiviata

La Procura ha svolto le indagini, così come spiegato da Lipera, attraverso intercettazioni, perquisizioni, sequestri, controlli su apparecchiature elettroniche. Nonché su controlli sulle utenze mobili, appostamenti, pedinamenti, audizione di collaboratori di giustizia e, infine, con l’installazione di un virus trojan. “Alla fine – afferma Lipera – non hanno trovato nulla nel silenzio degli organi d’informazione. Su richiesta della Procura il Gip ha firmato l’archiviazione”. Le accuse mosse si riferivano alle elezioni regionali del 2017. Indagine Pellegrino archiviata

“Non è reato nascere a San Cristoforo”

Riccardo Pellegrino ha ribadito la sua soddisfazione nell’apprendere che la Procura ha riconosciuto la sua estraneità ai fatti che gli erano stati contestati. “Ho sempre avuto grande fiducia sull’operato della magistratura”, ha dichiarato. “È reato nascere e crescere in un quartiere difficile come San Cristoforo dove le istituzioni sono spesso assenti?”. Oltre che alla sua famiglia, Riccardo Pellegrino dedica questa vittoria alle “4427 persone che il 5 novembre del 2017 non fatte influenzare dalle maldicenze o magari da qualche articolo che hanno infangato la mia onorabilità”. L’ex candidato sindaco e all’Ars ha poi aggiunto: “Vi chiedo di non accostarmi più ad ambienti malavitosi e alla parola mafia”.

“Sono il più giovane politico d’Italia sottoposto ad indagini”

Pellegrino ha anche spiegato di “non aver mai smesso di fare politica. È sempre stata una vocazione. Questa è la quarta archiviazione che mi riguarda e sottolineo come io sia il più giovane politico d’Italia ad essere stato sottoposto ad indagini”. Le indagini a cui si riferisce Pellegrino sono riferite sempre allo stesso reato: scambio elettorale politico-mafioso. Sulle accuse di scambio di voto ‘semplice’, Pellegrino si è detto fiducioso di poter dimostrare la propria posizione.

A margine della conferenza stampa, Riccardo Pellegrino ai microfoni de L’Urlo ha ribadito: “San Cristoforo è sempre stato accostato alla mafia perché e mancata una volontà istituzionale e politica”. Tante persone perbene abitano in questo quartiere di Catania “ed anche chi non ci vive ma è originario di San Cristoforo oggi sono diventati dei talenti”.

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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