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In arrivo l’amministrazione del ribaltone?

Catania – L’amministrazione Bianco si avvia… al “ribaltone”. Ovvero al passaggio di pezzi di centrodestra – ufficialmente all’opposizione – nella sua maggioranza o comunque in funzione di sostegno politico aperto.

Malgrado le smentite di rito, il dato politico di questa stagione politica a Palazzo degli Elefanti appare indubitabile: la fuoriuscita – ormai nei fatti se non nella forma – dalla “maggioranza bianchista” di “Art 4” apre le porte ad un riposizionamento della maggiornanza che vira a destra.

Il primo “lido” – visto il periodo estivo siamo in tema – è quello di “Progetto Popolare” che fa riferimento all’europarlamentare Giovanni La Via. Tradotto: l’area di Pino Firrarello o comunque molto vicina a lui.

Per lo “zio Pino” e i suoi fan nulla di nuovo: con Enzo Bianco il “feeling politico” dura da anni. Ora, a Palazzo degli Elefanti, gli ultimi fatti indicano una via sempre più netta: adesso, infatti, non è più la realtà dei consiglieri di “Area Popolare” che restano in aula, mantenendo il numero legale, oppure direttamente votano le delibere della giunta Bianco. C’è di più: la scorsa settimana, un “firrarelliano doc” come Giuseppe Ferraro è assurto ai vertici dell’amministrazione, nel ruolo di dirigente.

Ex assistente parlamentare dell’eurodeputato Giovanni La Via e già capo di gabinetto di Giuseppe Castiglione alla Provincia: insomma, in questo caso la politica non ha avuto nessuno ruolo, neanche un poco… E non è finita: le dimissioni di Armando Sorbello dalla presidenza della Asec, l’azienda comunale del gas, lascia aperte… le porte. A chi? A chi vorrà beneficiare il vertice di Palazzo degli Elefanti.

Sempre alla ricerca della “quadra” vista la “guerra aperta” con il duo Sammartino-Sudano. E a chi finirà il vertice di Asec? Non è che prenderà la via… di La Via? Nel “risiko politico” dell’ennesima crisi di un’amministrazione senza maggioranza (e senza un progetto per la città) si tira avanti cercando di mese in mese soluzioni estemporanee per le esigenze del momento.

Non c’è male come “progetto politico”. Questa – secondo la “vulgata” di varie espressioni sinistre catanesi – sarebbe un governo di alternativa alla destra.

Ma ricordiamo il “La Via Pensiero” degli ultimi due anni: era il novembre del 2014, era nato da poco il gruppo “Area Popolare”. Ecco cosa dichiarò l’europarlamentare: «Sono parlamentare europeo del Centrodestra che aderisce al partito popolare europeo, dopo parecchi anni di presenza politica soprattutto in europa, oggi abbiamo deciso di fondere le nostre energie, costituendo un nuovo gruppo al comune di Catania, che chiameremo Area Popolare, in relazione a quelli che sono gli avvenimenti, le evoluzioni del quadro politico nazionale e regionale, che vedono tante forze politiche convergere verso, i valori, le linee politiche del partito popolare Europeo.

In questo quadro, abbiamo deciso di mettere insieme le nostre forze, abbiamo deciso di mettere insieme le nostre diverse posizioni al comune, per fare un percorso comune, che è evidentemente, un percorso di opposizione all’amministrazione comunale, nella misura in cui gli elettori ci hanno dato questo ruolo. Gli elettori hanno detto che il sindaco Bianco aveva vinto, la nostra posizione politica era diversa, e questo è il ruolo che noi intendiamo esercitare, e lo faremo in modo costruttivo, propositivo, per dare un impulso nuovo alla politica comunale.»

Sante parole: gli elettori del centrodestra saranno contenti di vedere il proprio voto finire ad appoggiare il centrosinistra? Nel gruppo di La Via “Progetto Popolare” due consiglieri sono stati eletti nel centrodestra (Carmelo Sgroi e Salvatore Tomarchio) e uno (Carmelo Nicotra con “Sicilia democratica” di Lino Leanza).

Niente male. Idem anche per “Catania Futura” dove due consiglieri sono stati eletti nel centrodestra (Alessandro Messina e Carmelo Coppolino): anche per loro non mancherà l’apprezzamento del proprio elettorato di centrodestra.

Intanto, però, la “partecipata” Sostare è finita al loro gruppo, vuoi vedere la differenza o meglio – come si dice in questi casi – la “scelta politica”?

Comunque, a luglio 2015, in conferenza stampa, La Via aveva dichiarato: «noi abbiamo sempre detto che non facciamo un’opposizione sterile ma solo su quello che non ci convince. Quando è stata portata in aula una delibera che ci ha convinto o che poteva, se non approvata, recare danno alla città, siamo rimasti. Non ci mettiamo contro in misura preconcetta ma cooperiamo per raggiungere un risultato. Se il sindaco volesse portare in aula il Piano regolatore, per rilanciare l’economia cittadina partendo dall’edilizia, noi siamo pronti. Lo scelga il sindaco quale Piano regolatore. Ma mancano le proposte e quelle che vadano nella giusta direzione. Chiediamo un’amministrazione più propositiva ma soprattutto efficiente. E questa non riusciamo a vederla».

Vuoi vedere che l’amministrazione Bianco è finalmente diventata propositiva?

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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