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Revenge 3: ergastolo per Biagio Sciuto e Girolamo Ragonese

Ergastolo per Biagio Sciuto e Girolamo Ragonese per due omicidi: quello di Sebastiano Fichera (26 agosto 2008) e di Raimondo Maugeri (3 luglio 2009).

Così ha deciso poco fa la Corte d’Assise di Catania, presieduta da Rosario Cuteri, accogliendo la richiesta dei Pm Pasquale Pacifico e Lina Trovato. Si tratta del processo per omicidi “Revenge 3” nel troncone che si celebra con il rito ordinario. Condannati anche i collaboratori di giustizia Vincenzo Fiorentino 14, Gaetano D’Aquino 8 anni e tre mesi, Natale Cavallaro 16 anni e 9 mesi, Gaetano Musumeci 30 anni (in continuazione di pena già inflitte, come D’Aquino e Cavallaro).
Sciuto, boss degli Sciuto Tigna, è accusato di essere il mandante del delitto, avvenuto nell’estate nel 2008. “Ianu” Fichera, personaggio a cui è stato dedicato un murales commemorativo nel quartiere di San Giorgio, di recente coperto su iniziativa dell’amministrazione comunale, sarebbe diventato una “pedina scomoda”. Il vecchio boss ha reso spontanee dichiarazioni, protestandosi innocente e attaccando sul piano della ricostruzione dei fatti il pentito Gaetano D’Aquino.
Girolamo Ragonese invece è accusato del delitto di Raimondo Maugeri, affiliato dei Santapaola ammazzato nel 2009.

Un omicidio che aveva significato la dichiarazione di guerra dei Cappello ai clan rivali.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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