CronachePrimo Piano

Resta invalida sull’autobus AMT, ma a risarcirla non sarà l’assicurazione

Lo strano caso AMT - Unipol SAI

Poteva essere un giorno come altri il 9 dicembre 2005. Per tutti, ma non per lei. Alla signora Vincenza Florio proprio quel giorno è stato inflitto accidentalmente un danno irreversibile sull’autobus AMT che la riaccompagnava a casa. Chi la ripagherà? Dopo poco più di tredici anni, il calvario giudiziario continua. Intanto la donna è rimasta invalida.

I fatti

Era seduta su uno dei sedili del 201 la signora Florio. Forse, mentre l’autobus era in corsa, pensava a cosa avrebbe cucinato di lì a breve per il pranzo, o forse programmava quello che avrebbe fatto nelle ore a seguire. Dopo avere prenotato la fermata sotto casa, si alzava dirigendosi verso la bussola, ma qualcosa va storto. Carmelo Farina, autista di turno alla guida del mezzo urbano, si trovava costretto a frenare bruscamente perché un’auto gli tagliava la strada. La signora Florio sbalzava perciò in avanti verso il conducente finendo per sbattere la testa contro gli estintori e perdendo i sensi. A soccorrerla, l’autista e un’altra passeggera.

Ma sarà la vicina di casa però ad accompagnarla al Pronto Soccorso dell’ospedale Garibaldi che alle 12,35 registra il suo ingresso e la ricovera presso la Divisione di Neurochirurgia in prognosi riservata. Le condizioni si aggravano e la signora Florio il 25 dicembre viene sottoposta a intervento chirurgico di svuotamento di ematoma radi psichi.
Il 3 gennaio 2006 viene dimessa con una brutta diagnosi. La signora Florio si ritirerà a casa con un politrauma da incidente, riportando ematoma subdurale acuto, contusione bacino ed emibacino sinistro, crisi epilettiche a tipo pseudo assenza. Ed è invalidità.

La causa

La signora Florio chiama perciò in giudizio AMT, Carmelo Farina e l’assicurazione Fondiaria SAI, oggi Unipol SAI. Con sentenza in primo grado del 3 agosto 2015, vengono condannati al pagamento di circa 66mila euro quale risarcimento del danno biologico e morale subito, oltre alle spese mediche e legali in favore della donna.

Con il ricorso di Unipol SAI contro AMT, Carmelo Farina e la signora Florio, si assiste a un insolito ribaltone della sentenza. Nel confermare la condanna, il 6 dicembre 2018 la Corte d’Appello estromette l’assicurazione dal pagamento dei danni alla signora Florio.

Si procede perciò all’esecuzione forzata contro AMT per il recupero di quanto dovuto. L’AMT, pur non contestando nulla, ritiene tuttavia di dovere essere garantita nel pagamento da parte della Unipol SAI come da regolare contratto sottoscritto, lamentando anzi che sia in primo che in secondo grado avrebbe dovuto essere difesa dallo stesso avvocato della Unipol SAI, cosa che non è avvenuta.

Quali saranno le conseguenze?

Un buco giudiziario è quello che si è creato alimentando di fatto delle eccezioni che violano il contratto stipulato tra AMT e Unipol SAI quale assicurazione dei mezzi di trasporto urbano.

Adesso l’AMT, non si sa come, dovrebbe pagare i danni alla signora Florio. Quindi, in una fase successiva, proverà a rivalersi sulla Unipol SAI che forse – e deve andare bene – tra una decina di anni caccerà qualche centesimo di euro.

E l’autista? AMT non ritiene che il dipendente sia responsabile di quanto accaduto e lungi dall’aggredire un lavoratore. Perciò, nella fase esecutiva, AMT si è sobbarcata anche la sua parte.

Ma come farà l’AMT a ripagare i danni subiti dalla signora Florio? Venderà mezzi o parte dell’azienda? Perché sino ad oggi ha pagato l’assicurazione se questa viene messa nelle condizioni di sfuggire gli obblighi contrattuali? Interrogativi che lasciano l’amaro in bocca alla vittima e all’AMT e che aprono le porte a un caso insolito, supportato da uno stravagante criterio di doppia (in)giustizia.

 

Tags
Mostra di più

Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.