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Psiche e Società

Resistere. Resistenza o Resilienza?

Resistenza. C’è differenza tra resistere ed essere resilienti alla pressione di un evento?

I due concetti sono diversi, ma in qualche modo hanno qualcosa in comune; poiché entrambi li mettiamo in “pratica” quando siamo pressati da un evento e non è detto che un concetto escluda l’altro.

Resistiamo, per esempio quando siamo sotto pressione a lavoro e dobbiamo resistere perché sappiamo che è un periodo e passerà, o per evitare di perdere il lavoro. A lungo andare si parlerà di stress lavoro correlato e in seguito burnout, quest’ultimo riguarda soprattutto le professioni di aiuto (come per esempio medici ed infermieri).

Essere resilienti significa non lasciarsi spezzare dalle pressioni esterne e trovare nelle proprie capacità delle risorse. La resilienza subentra quando ci adoperiamo per cambiare in qualche modo la situazione che viviamo, in qualche modo pur resistendo “facciamo buon viso a cattivo gioco”.

Possiamo resistere ed essere resilienti per esempio cercando un altro lavoro o se non è possibile per via del covid, la crisi ed altre ragioni, possiamo cambiare il nostro modo di affrontare il problema.

Ciò può accadere non solo in un campo lavorativo, bensì anche tra le relazioni che siano amicali o amorose.

Resistere però non è sempre una soluzione

Possiamo anche essere direttamente resilienti, specialmente nelle relazioni interpersonali. Poiché la resistenza porta ad una dinamica di ripetizione di un comportamento, il nostro, fino ad arrivare a non tollerare quella persona.

Ciò significa trattarla male, o essere arrabbiata con lei perché abbiamo resistito/tollerato alcuni sui gesti o comportamenti. Facendo ciò l’amico/a o il partner non capirà che quel gesto ci ha ferito o offeso e continuerà a farlo non vedendoci nulla di male.

Poiché nessuno può provare quello che proviamo noi, possiamo essere compresi. Ma essere capiti in maniera empatica è più complesso e spesso si trova tutto ciò in studio da uno psicologo psicoterapeuta.

La nostra resilienza, non consiste nel litigare poiché fosse questa l’aspettativa non entreremo in resistenza, bensì adoperarci per far valere le nostre ragione in modo che con l’altro possa esserci un incontro anziché uno scontro.

Per essere resilienti bisogna essere consapevoli delle proprie capacità e competenze.

Avere questa consapevolezza implica anche avere autostima e fiducia in sé stessi, quindi un lavoro su di sé non privo di difficoltà.

Se senti che ciò è troppo difficile rivolgiti ad un professionista psicologo/psicoterapeuta o per iniziare e magari approfondire l’argomento seguimi sul mio profilo Instagram @angelaiintelisano

Per sapere di più sull’attualità segui il profilo di questo giornale online @lurlo.

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