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Relazioni con la mafia al consiglio di Catania: i nomi

“Abbiamo ricevuto tre, quattro segnalazioni su consiglieri comunali che in campagna elettorale, da candidati, avrebbero ottenuto i il sostegno di ambienti malavitosi. Alcuni addirittura parenti e familiari di pregiudicati”, questa la dichiarazione del presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci che ha gettato l’ombra della mafia sul consiglio comunale di Catania.

8 sarebbero i consiglieri comunali  segnalati nel rapporto antimafia che hanno rapporti con esponenti mafiosi:

#Riccardo Pellegrino-PD, fratello di Gaetano Pellegrino, arrestato con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione di tipo mafioso denominata clan dei “Carcagnusi”, considerato uno degli uomini più fidati di Nuccio Mazzei.

#Erika Marco-Il Megafono; suo padre, Fabio Marco, è stato imputato nel processo per le tangenti nell’appalto per l’ospedale Garibaldi, inoltre suo zio, Francesco Marco, è a capo della società Icomit srl, società di cui è socia Ana Gulisano, moglie di Saro Pantellaro il quale risulta esserne dipendente e di essere il fratello di Giovanni Pantellaro, ex pentito del clan “Cappello”.

#Lorenzo Leone -Presidente della VI Circoscrizione del Comune di Catania; quest’ultima comprende  i quartieri di Librino, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa e Villaggio Sant’Agata. Non è alle prime esperienze amministrative, poiché prendeva parte al consiglio della nona Municipalità.

#Salvatore Giuffrida-Tutti per Catania, secondo alcune ricostruzioni da parte della commissione, il consigliere Giuffrida, sarebbe stato a stretto contatto con ambienti appartenenti alla criminalità del quartiere Monte Po‘, lo stesso dal quale ha ottenuto mille preferenze con soli tre seggi.

#Alessandro Porto-Patto per Catania, indagato per l’accusa di voto di scambio nelle elezioni a causa della testimonianza, ritenuta poi attendibile, di D’aquino Cappello Gaetano, secondo la quale Porto si sarebbe mosso a favore di Giovanni Pistorio nelle elezioni al Senato.

#Francesco Petrina- Primavera per Catania, titolare dell’Etnabar, indicato da Raffaele Lombardo come ‘Retina, Etna Bar.

#Maurizio Mirenda-Grande Catania, fu visto durante un controllo nel maggio 2013, una settimana prima delle elezioni, a casa di Nino Balsamo, ai tempi ai domiciliari, cognato di Orazio Privitera, boss clan Cappello-Bonaccorsi.

Salvatore Spataro-Primavera per Catania, fu consigliere di quartiere del Pdl, raccolse la maggior parte delle preferenze nel quartiere di Librino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte ‘meridio’

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Redazione

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