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Regolamento impianti termici: Acireale si adegua, Catania ne discute, Misterbianco e Paternò fuori legge

Solo il comune di Acireale si è adeguato, tutto il resto della provincia etnea è fuori legge. L’argomento principale dell’assemblea elettiva congiunta dei mestieri di Elettricisti e Termoidraulici di CNA CATANIA che si è tenuta giovedì scorso a Catania ha per oggetto i regolamenti comunali per i controlli sugli impianti termici.

Se ne discute alla presenza del Presidente Nazionale CNA Installatori Carmine Battipaglia e del Responsabile Nazionale  Guido Pesaro ed è il segretario Provinciale  CNA CATANIA  Andrea Milazzo a fare il punto ricordando che l’anno scorso le associazioni dell’Artigianato avevano diffidato le amministrazioni di Catania, Acireale, Paternò, Misterbianco e della città metropolitana (ex provincia), competente per tutti gli altri comuni, a regolamentare la materia.

Il regolamento è operativo soltanto ad Acireale ovvero dallo scorso 18 novembre quando è stato adottato con una delibera consiliare.

L’amministrazione catanese ha approvato con delibera di giunta il testo del regolamento che è però ancora nel calendario dei lavori del consiglio comunale da circa cinque mesi. «Se tutto dovesse procedere normalmente –  ha dichiarato Andrea Milazzo – l’approvazione è al primo punto all’Ordine del giorno del prossimo consesso cittadino, facciamo appello a tutti i consiglieri a contribuire all’adozione di un provvedimento di grande importanza e utilità capace di mettere in moto un circolo virtuoso che innalzerebbe il livello di sicurezza delle famiglie, ridurrebbe notevolmente le emissioni inquinanti, comporterebbe per gli utenti minori costi di consumo, aumenterebbe enormemente le opportunità di impiego nel settore, come ci dimostrano i dati delle altre regioni, contrastando nel contempo il dilagante fenomeno dell’abusivismo nel settore».

Molto peggiore  la situazione relativa alla città metropolitana nei cui confronti nel mese di gennaio si è già presentato ricorso  al TAR per chiedere la nomina di un Commissario ad Acta che adotti il provvedimento in sostituzione del soggetto inadempiente e delle amministrazioni di Misterbianco e Paternò dove nulla è stato fatto e contro i quali l’Assemblea ha proposto di prendere analogo provvedimento.

«La totale indifferenza di queste amministrazioni rispetto ad una materia così importante ed utile per la collettività, peraltro imposta da un obbligo legislativo, che ci costringe ad una ingente mole di lavoro e a sostenere ingesti costi legali – ha concluso Andrea Milazzo – è  ben rappresentativa del livello di una certa classe dirigente del nostro territorio».

I lavori assembleari coordinati dal Segretario di categoria Liborio Palazzo si sono conclusi con la elezione dei portavoce catanesi di mestiere Antonino Abate per gli Elettricisti e Francesco Tranchina per i Termoidraulici.

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Redazione

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