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Politica

Regolamento Dehors: non ancora approvato, ma già superato

La Fipet, rappresentata dal Pres. Roberto Tudisco e dal vicepresidente Dott.ssa Elena Malafarina, espone le ragioni che rendono la proposta di regolamento Dehors elaborata dal comune di Catania già obsoleta ed in controtendenza rispetto alla legislazione nazionale.

È infatti entrato in vigore il 6 aprile 2017 il Decreto del Presidente della Repubblica n. 31 pubblicato in Gazzetta Ufficiale che individua, come risulta dallo stesso titolo della legge,  gli interventi esclusi dalla autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata (il testo integrale può essere qui reperito: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/22/17G00042/sg).

Questo intervento normativo risponde alla ratio di semplificare e liberare il cittadino da procedure complesse e tempi incerti: basti pensare che la più grande ed importante innovazione consiste nella determinazione del termine di 60 giorni (termine tassativo) per il disbrigo delle pratiche, il che rispetto alla situazione attuale sembra delineare scenari da cinema di fantascienza. Del resto tutti i commercianti sono ancora in attesa del rilascio delle nuove concessioni di suolo pubblico presentate a fine dicembre… e siamo già a metà aprile. La scena si ripete puntuale anno dopo anno.

Nella proposta di regolamento si parla impropriamente di Dehors, ma, in realtà, si tratta di tavoli, sedie ombrelloni e paratie di vetro che vanno smontati a fine giornata per essere rimontati il giorno dopo, il che dunque non sembra innovare nulla rispetto alla situazione attuale ma piuttosto aggravare i costi di presentazione della domanda che nella proposta andava corredata da uno studio di rendering, documentazioni fotografiche e altre documentazioni (il povero cittadino aveva l’onere di ottenere il parere della soprintendenza). Indubbiamente un aggravio burocratico notevole con tutti i costi relativi per benefici irrilevanti dato che i Dehors elaborati come viene spesso precisato – dopo anni di studi – si presentano alla cittadinanza con il sapore della beffa: tavoli e sedie e ombrelloni che non capiamo come possano consentire la destagionalizzazione. Inoltre, a titolo di esempio, basti solo pensare che nei disegni allegati alla proposta c’è una notevole discrepanza tra ciò che può essere fatto e ciò che viene rappresentato: infatti, c’è una immagine che mostra delle tende lineari per tutta l’estensione dell’esercizio commerciale mentre nella proposta di regolamento si parla solo della  possibilità di montare le tanto contestate tende solo nello spazio entro lo stipite della luce dell’esercizio. Ma non solo vi è un ulteriore aggravio delle sanzioni previste per i commercianti in regola e totale ed assordante silenzio in merito agli abusivi che non vengono nemmeno menzionati nel testo.

A differenza dell’attuale proposta di regolamento invece le novità del D.P.R. n 31 del 2017 sono molteplici: i pareri degli altri enti non vanno acquisiti dal cittadino ma è la stessa amministrazione che deve dialogare con gli altri enti, al cittadino basta presentare la domanda al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) o al SUE (Sportello Unico Edilizia) e questi devono adoperarsi per il disbrigo di tutta la documentazione nei 60 giorni.

Il testo normativo è inoltre molto chiaro sul valore del parere della soprintendenza: si tratta di un parere obbligatorio ma non vincolante, il che significa che la responsabilità finale del diniego è direttamente collegata alle scelte dell’amministrazione, che è libera di discostarsi dal parere e determinare ciò che ritiene più idoneo.

Ma la vera novità consiste negli allegati che illustrano per quali interventi è prevista la semplificazione: è ormai normativa nazionale ed ottenibile con una semplice istanza (scaricabile dal modulo allegato alla normativa) senza pareri paesaggistici la possibilità di posizionare come nell’allegato A17 è specificato “installazioni esterne poste a corredo di attività economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, attività commerciali, turistico-ricettive, sportive o del tempo libero, costituite da elementi facilmente rimovibili quali tende, pedane, paratie laterali frangivento, manufatti ornamentali, elementi ombreggianti o altre strutture leggere di copertura, e prive di parti in muratura o strutture stabilmente ancorate al suolo”; tra gli allegati si annovera anche la possibilità di installare insegne per esercizi commerciali, pannelli fotovoltaici, piccole pale eoliche e molte altre novità.

Negli allegati, inoltre, si nota la possibilità di fare autorizzate un “vero” Dehors con il procedimento autorizzatorio semplificato: ad esempio nell’allegato B17 si fa riferimento a “realizzazioni di tettoie, porticati, chioschi da giardino di natura permanente e manufatti consimili aperti su più lati aventi una superficie non superiore ai 30 mq e di manufatti accessori”.

Insomma innovazioni di grande portata che imporrebbero una revisione di questa proposta di regolamento e un adeguamento alle nuove disposizioni normative – che ricordiamolo sono già vigenti – che finalmente liberano il commerciante da postulanti ricerche e lo liberano dal ricatto della incomprensibilità burocratica e giuridica semplificando e dettando certezza dei tempi.

La Fipet quindi in ottemperanza alle disposizioni di legge vigenti richiede che l’amministrazione si adegui a quanto previsto dal D.P.R. e che modifichi l’attuale proposta di regolamento recependo quanto dettato dallo stesso. È infatti evidente che nella formulazione attuale vi sono criticità notevoli che siamo stati in grado di approfondire e segnalare grazie alla analisi condotta sul testo da parte dello studio di avvocati Modena-Camilleri-Raiola che ci hanno fornito tutti gli elementi giuridici per una comprensione attenta e puntuale della nuova normativa, e la cui consulenza è disponibile per tutti i nostri associati.

Le esigenze di coordinamento tra i due testi impongono, anche solo per ragioni di buon senso, di acquisire un nuovo parere della avvocatura del Comune di Catania per evitare di proporre un testo già obsoleto e in evidente contrasto con la normativa vigente che esporrebbe l’amministrazione a ricorsi e responsabilità amministrative.

È nostra intenzione sollecitare un incontro con l’assessore Nuccio Lombardo e con il sindaco Enzo Bianco nonché con la Commissione Commercio per un confronto a 360° gradi sulla tematica e garantire che la legalità, che in primo luogo si traduce nel rispetto della legge da parte delle sue stesse istituzioni, si traduca in fatti concreti e tangibili con benefici per tutta la città ed i suoi cittadini.

 

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Redazione

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