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Reddito di cittadinanza. Nunzia Catalfo replica

Ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948, si pubblica la replica ricevuta dalla senatrice Nunzia Catalfo, probivira del M5S e presidente della Commissione Lavoro al Senato. Oggetto di contestazione, l’intervista rilasciata da un “attivista deluso” dal Reddito di Cittadinanza.

“Ma noi non siamo soli al Governo! Dobbiamo scendere a compromessi!”

«Gentile Direttore – scrive la senatrice – ho letto con un certo stupore il pezzo dal titolo “Reddito di cittadinanza, attivista M5S racconta la sua delusione” pubblicato sabato 9 marzo sul Suo giornale a firma di Debora Borgese. Pezzo che riporta, tra l’altro, una dichiarazione a me attribuita dalla vostra fonte, che dite essere un imprecisato attivista M5S deluso, ma che io non ho mai rilasciato in alcuna sede, né pubblica né privata».
La replica della senatrice, in fin dei conti, si limita a essere la sua parola contro l’attivista deluso che nel corso dell’interista telefonica dichiara di avere ricevuto da terzi la presunta risposta della senatrice.
«Per evitare di fare questo scivolone, avreste potuto contattarmi – incalza – e con grande disponibilità, oltre a smentire categoricamente le frasi attribuitemi, vi avrei anche spiegato perché alcune delle considerazioni fatte sempre dall’“attivista M5S deluso” sono in molti casi totalmente fuorvianti e distorte».
Ebbene. La senatrice Nunzia Catalfo forse non sa o fa finta di non sapere che l’ordine di scuderia durante le ultime elezioni amministrative di Catania e provincia hanno precluso alla sottoscritta la pubblica interlocuzione in funzione delle sue attività giornalistiche con i candidati e con i parlamentari eletti. Sta di fatto che da mesi si richiede, per esempio, un’intervista all’on. Giancarlo Cancelleri che disdegna non la risposta, bensì la visualizzazione dei messaggi. E lungi da me paragonarmi a Jacopo Iacoboni. Mi piacerebbe, non lo nego, ma resto umile.

CAF e uffici postali deserti.

«Partiamo dal principio», continua la senatrice. «L’attivista M5S deluso asserisce che tra Uffici postali e Caf “nessuno sta richiedendo” il Reddito di Cittadinanza. Un’affermazione che cozza però contro i numeri reali. Infatti nei primi giorni le richieste per ottenere il beneficio sono state oltre 330mila, con la Sicilia terza dietro a Campania e Lombardia. Il fatto che non vi siano state “resse” davanti o all’interno di Poste o Centri di assistenza fiscale, come qualche giornale aveva profetizzato nei giorni precedenti il 6 marzo, è frutto del combinato disposto di organizzazione delle strutture ed educazione e intelligenza dei cittadini, che da Nord a Sud hanno perfettamente rispettato le regole previste per presentare la necessaria documentazione. Senza dimenticare il fatto che la domanda può essere avanzata anche online sul sito del Governo».
Le previsioni che hanno preceduto il decreto della misura, secondo i dati ISTAT, davano una platea di circa 5 milioni di interessati con un milione di famiglie approssimativamente. Si passa perciò da un milione di nuclei familiari a 330mila richiedenti. La differenza a perdere, in termini di percentuale, è presto fatta se la matematica non è un’opinione. Senza considerare che tra questi 330mila richiedenti ci sono anche i single senza famiglie a carico.
Da notare poi che nella chat provinciale del M5S di Catania il responsabile di un CAF etneo riferiva la bassa affluenza dei richiedenti nel nostro comprensorio.

Capitolo distanza.

«Ricordo, in primis alla vostra fonte, che l’accettazione di un lavoro in tutta Italia è circoscritta alla terza (e ultima) offerta, cioè quando il percettore di Reddito di Cittadinanza ha già rifiutato le prime due la cui distanza è,rispettivamente, di 100 e 250 km dal Comune di residenza nei primi 12 mesi. Ma non solo. Infatti nel caso in cui si accettino offerte collocate a oltre 250 km di distanza, come compensazione delle spese sostenute per il trasferimento il beneficiario continuerà a ricevere la misura per i successivi 3 mesi dall’inizio del nuovo lavoro, o 12 mesi se nel nucleo familiare ci sono minori o disabili. Inoltre, proprio nel passaggio del Decreto al Senato è stato stabilito che per una famiglia con un disabile al proprio interno l’offerta di lavoro sarà definita “congrua” a una distanza massima di 100 km da casa, 250 km (nei primi 24 mesi) nel caso in cui nel nucleo siano presenti figli minori, anche se i genitori sono legalmente separati».
Anche in questo caso, la matematica non è un’opinione. Riduciamo la distanza con un esempio pratico. Ipotizziamo che un catanese riesce a trovare lavoro grazie al Reddito di Cittadinanza a Palermo. Dovrà percorrere 209 km all’andata e altrettanti al ritorno per un totale di 418 chilometri giornalieri pari a 4 ore e 42 minuti.

Se il beneficiario del reddito di cittadinanza possiede una macchina modesta, per esempio una Fiat Punto del 1999, il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrebbe spendere giornalmente circa 60 euro. In un mese, praticamente, parliamo di 1200 euro, cioè quasi il doppio della remunerazione percepita con il reddito di cittadinanza! E non voglio considerare l’usura del mezzo e i rischi su strada.

Quindi, le dichiarazioni dell’attivista deluso non sono poi tanto lontane dalla realtà.

Vi regalo un emendamento!

Contrariamente a quel che si pensa, ritengo di essere una persona dal cuore grande. Perciò, vi regalo un emendamento per il collegato al DDL n. 476 “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di Stabilità Regionale” che verrà discusso oggi in Commissione Bilancio all’ARS.

All’articolo 8, comma 2 inserire “i soggetti aventi diritto al reddito di cittadinanza” dopo le parole “studenti universitari”.

Solamente in questo modo, almeno in Sicilia, gli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza potrebbero avere trasporto gratuito sui mezzi AST e superare questa criticità. Perché il problema esiste davvero per queste persone. In cambio, per la consulenza gratuita, non chiedo molto: un caffè con l’on. Giancarlo Cancelleri potrebbe andare anche bene.

Reddito di Cittadinanza e disabili.

«Infine, sempre al Senato è stato previsto che i disabili potranno manifestare la loro disponibilità ad essere destinatari di offerte di lavoro alle condizioni, alle percentuali e con le tutele previste dalla legge», dichiara la senatrice. «Questo per rispondere ad un’altra critica mossa dall’attivista M5S deluso, evidentemente molto poco informato».
«Con il Reddito di Cittadinanza, come peraltro sottolineato nei giorni scorsi dall’Inps, ci sarà un forte impatto sia sotto il profilo di politica economica sia sulla ridistribuzione della ricchezza, che porterà contestualmente a una riduzione della povertà delle famiglie e a un aumento dell’inclusione sociale. Una misura per il lavoro, che rimette al centro i cittadini dimenticati dalle politiche dei vecchi governi e prevede un investimento mai visto prima – circa 2 miliardi di euro in due anni – in politiche attive del lavoro, con particolare riguardo ai Centri per l’Impiego».
In realtà, la proposta finale del M5S ai disabili non corrisponde a quanto propagandato in campagna elettorale. Stando alle dichiarazioni del Ministro Luigi Di Maio, il M5S avrebbe innalzato le pensioni di invalidità da 290 euro a 780 euro. Oggi, invece, vengono trattati come gli utenti (teoricamente) normodotati.

A ognuno il suo lavoro

«Perciò – conclude la senatrice – trovo che criticare tutto questo sulla base di posizioni ideologiche o dichiarazioni di fonti anonime e non di dati oggettivi sia la strada sbagliata da percorrere».
Ci tengo a precisare che è stato espressamente richiesto l’anonimato dall’interlocutore. La sottoscritta non ha mosso alcuna critica, ma dato spazio a una voce fuori dal coro nell’ambiente grillino. Lo stesso spazio che è stato riservato alla senatrice che ha richiesto una replica alla quale è stato dato il dovuto seguito.
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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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