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Reddito di Cittadinanza, fallimento annunciato

Reddito di Cittadinanza. Il punto centrale della propaganda M5S, una volta attivato, si è rivelato misura utile per smascherare truffatori, nullafacenti e fancazzisti.

Reddito di Cittadinanza. Quale impatto sulle Politiche attive del Lavoro?

I dati Istat parlano chiaro. Dall’attivazione del Reddito di Cittadinanza, il numero dei disoccupati sul territorio nazionale è sceso a -87.000 tra il mese di luglio e agosto 2019. Aumenta, invece, il numero degli inattivi. Il dato registrato è a +73.000. Il risultato è perciò inverso rispetto le aspettative previste per i 704.000 beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Di fatto, gli unici a trovare collocamento, grazie a questa misura, sono i cosiddetti navigator.

In Sicilia, al danno, si somma la beffa per gli ex sportellisti multifunzionali della Regione. Si tratta di personale formato dalla Regione Siciliana nel 2001 per avviare le Politiche attive del Lavoro nei centri per l’impiego. Una volta scaduto il progetto e non più rinnovati i finanziamenti, gli ex sportellisti che hanno insegnato ai dipendenti dei centri come cercare occupazione ai richiedenti, si sono messi in fila anche loro insieme ai disoccupati in cerca di lavoro. Qualcuno fra gli ex sportellisti magari pensava di avere qualche chance in più a ricoprire la figura del navigator. Figura per cui era formato e pronto a esercitare sotto altro nome, navigator per l’appunto. Ma gli ex sportellisti sono in età avanzata per concorrere come navigator e troppo giovani per andare in pensione. Il solito paradosso che si ripete, insomma.

Tuttavia, l’assessore regionale Antonio Scavone è riuscito a mettere una pezza dove il governo centrale ha bucato, raggiungendo un accordo diverso con ANPAL (Agenzia nazionale politiche attive del Lavoro). Ecco quindi il bando per rafforzare le unità che dovranno agevolare l’incontro tra i beneficiari del Reddito di Cittadinanza e i titolari delle attività, e gestire i servizi per il lavoro e integrazione sociale. Il bando prevede circa 1000 nuove assunzioni nei centri per l’impiego: 277 unità nel 2019, 429 per il 2020 e lo stesso numero per il 2021.

Reddito di Cittadinanza, calamita per nullafacenti e dei truffatori

La misura fa gola a molti. A Catania, quarta città per numero di richiedenti, sono scattati nell’immediato i controlli dei Carabinieri e dell’Ispettorato del Lavoro. I precettori indebiti del Reddito di Cittadinanza tentavano furbescamente di nutrire le loro entrate dall’esercizio della professione in nero con la misura statale.

E il loro identikit è presto fatto.

Il furbetto “tutto lavoro in nero e reddito di cittadinanza” vive in prevalenza in quartieri popolari. Approfittando della sua posizione non in regola, svolge lavori – seppur umili – presso attività irregolari o totalmente abusive. Dai casi sino ad oggi rilevati, usufruiscono della misura anche altri familiari.

Agata Arena, il caso diventa di portata nazionale

Ancora fresche di stampa, le indagini che hanno travolto la cantante neomelodica Agata Arena. Gli inquirenti hanno contestato alla Arena la residenza a Belpasso presso la casa popolare del padre. Di fatto, abita invece al Viale San Teodoro. Inoltre, avrebbe avviato un minimarket nei locali di un immobile occupato e privi del certificato di agibilità.

A suggerire e inasprire i controlli su Agata Arena, le attività musicali della cantante neomelodica in piena campagna promozionale per il prossimo album in uscita, annunciato dall’omonimo video, “Librino 2”.

Dal suo profilo Facebook, Arena si smarca dalle accuse. Si giustifica affermando di non avere coperto le spese dei manifesti, degli arrangiamenti delle canzoni e dei video con il Reddito di Cittadinanza, oggi per lei congelato. A coprire queste spese, il suo amico Maurizio Russo, di fatto produttore di Agata Arena. Gratis i concerti. A detta di Agata Arena, infatti, le performance sono state rese gratuitamente. E a ingresso libero gli eventi musicali destinati ai suoi fan. Certo, la SIAE con queste affermazioni potrebbe avere qualcosa da ridire alla Arena e al suo produttore, e presentare il conto per altre irregolarità non di rilievo penale.

Eppure, modificando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Con due conti alla femminina, si può facilmente smontare la copertura degli investimenti della sua produzione ed eventuale distribuzione con le due mensilità del Reddito di Cittadinanza percepite da Agata Arena. La somma risulta infatti assolutamente insufficiente a coprire le spese vive. Ma il domicilio fittizio rispetto alla residenza e l’attività abusiva – interrotta, stando alle dichiarazioni della Arena – sono presunti illeciti contestati che restano.

A percepire il Reddito di Cittadinanza anche chi di lavorare non ha intenzione.

Oltre ai “furbetti del Reddito di Cittadinanza”, si deve tenere conto anche di chi rinuncia all’offerta di lavoro per non perdere il sussidio.

Un caso limite, si registra ad Acireale con i Cantieri di Servizio del Comune. Dei 94 disoccupati e inoccupati selezionati per lavorare a un progetto di decoro urbano, la metà ha rifiutato l’incarico per non perdere il Reddito di Cittadinanza.

Il caso non è isolato. Note alle cronache sono infatti le denunce degli imprenditori sui rifiuti alle loro offerte di lavoro stagionale.

Comodo percepire un reddito restando comodamente in panciolle sul divano e alla faccia dei contribuenti.
Vero. Una volta rinunciate le 3 offerte, si perde ogni diritto sulla carta. Ma già arrivare a ricevere una sola offerta di lavoro, in Sicilia, si può considerare un valido pretesto per gridare al miracolo.

Reddito di Cittadinanza. Un disastro rilevato anche in Parlamento.

Il Question Time al Ministro catanese Nunzia Catalfo inchioda il Reddito di Cittadinanza anche sul piano politico.

«I dati sono sconfortanti», ammette l’on. Walter Rizzetto, vicepresidente Commissione Lavoro alla Camera.
«Il Reddito di Cittadinanza – osserva il parlamentare nazionale – è uno strumento che serve quando in un Paese civile si ha una disoccupazione del 4/5% e non una ad oltre il 10%. Quello che risulta è che chi lo percepisce, al netto dei terroristi, non cerca lavoro, resta inattivo».

«In un Paese come l’Italia, dove i giovani laureati alla ricerca di un lavoro vanno all’estero, dove chi dovrebbe in realtà andare all’estero e non ha mai avuto un lavoro va agli Esteri, il reddito di cittadinanza diventa un aspetto meramente assistenziale», incalza.

«704mila beneficiari. Nessun impatto rispetto al mercato del lavoro. Probabilmente la gente sta a casa e non cerca un posto di lavoro. Tant’è vero che le regioni sono in estrema difficoltà nei confronti dei cosiddetti navigator. Di politiche attive, all’orizzonte, non se ne vede l’ombra. I tanti agognati centri per l’impiego, in termini di riforma, sono ancora lì».

«L’aumento degli inattivi certificati dall’Istat è la regola di contrappasso del Reddito di Cittadinanza», sbotta l’on. Rizzetto. «È la chiusura. È il crollo dell’architrave rispetto le politiche sociali di un Paese. Il vero reddito di cittadinanza a oggi in Italia si chiamano PMI e imprese. L’Italia ha bisogno di lavoro. Ha bisogno di abbassare le tasse, di meno burocrazia. Ha bisogno di ripartire per fare alzare saracinesche sempre più pesanti ai nostri artigiani e a coloro che il lavoro lo creano veramente in Italia, le imprese».

Una nota positiva? C’è. Chi pensa di truffare lo Stato a danno dei contribuenti, presto o tardi, viene smascherato.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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