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Reddito di cittadinanza, attivista M5S racconta la delusione

«Il reddito di cittadinanza è stato un flop», esordisce un attivista M5S deluso. Preferisce restare nell’anonimato per non avere ripercussioni con il meet up e con i probiviri. E considerati i noti precedenti che caratterizzano il partito in capo a Luigi Di Maio, lo accontentiamo.

«L’altro giorno sono andato alla posta», racconta. «Era il secondo giorno dall’avvio delle pratiche e non c’era nessuno. Nessuno!”, incalza. «Non si vedono file negli uffici postali come ai CAF. Niente: non lo sta richiedendo nessuno».

Come si può giustificare questa scarsa richiesta?

«Anzitutto perché, per com’è strutturato, è difficile ottenere il reddito di cittadinanza. Con il criterio di selezione degli aventi diritto, chi ne avrebbe davvero bisogno viene mortificato non solo dalla propria condizione di povertà, ma anche dalla possibilità di essere additato quale potenziale truffatore. Sono loro a dirti come puoi spendere, quando lo puoi spendere e dove puoi spendere quel denaro che ti spetterebbe di diritto. Hanno creato una misura a misura di colpevole. Loro, con questo reddito di cittadinanza, ti stanno trattando come se tu fossi già un delinquente».

Questo è un primo aspetto. Poi? Cos’altro c’è che non va?

«Tutti sono terrorizzati dalla distanza. Se tu hai una casa di proprietà a Catania però sei senza un centesimo in tasca perché la sorte ti ha voltato le spalle, per quale motivo dovresti accettare un lavoro a Milano, a Napoli o in altre città italiane? Cioè, per quale motivo una persona con una casa di proprietà dovrebbe andare in affitto in un’altra città per lavorare? Negli altri Paesi non ci sono questi obblighi osceni. Vuoi fare il reddito di cittadinanza? Dai fiducia ai cittadini. Fallo come Dio comanda! In questo modo si cuce addosso ai richiedenti l’etichetta con la scritta “Sono un furbo” in fronte», sbotta l’attivista deluso.

Intanto ci sono coppie che si stanno separando per ottenere il Reddito di Cittadinanza…

«Se si separano non è di certo per avere maggiori speranze di accessibilità al reddito. Io conosco molte persone che non si separano perché appunto non hanno la possibilità di essere autonome economicamente. Donne che sono costrette a coricarsi con i mariti, anche se li schifano, perché sanno che anche dopo il divorzio non avranno la possibilità di mantenersi. Perché ricorrere al divorzio se adesso hanno uno strumento che li può “tutelare” nell’intimità? Conosco donne che si sentono delle prostitute perché costrette a restare con i loro mariti per assenza di denaro per avviare le pratiche di separazione. Ma poi che succede? Viene il navigator a controllare se vai a letto con tua moglie? Stiamo vivendo in uno Stato di Polizia».

Ma a Nunzia Catalfo che è la madre putativa di questo Reddito di Cittadinanza avete fatto presente queste criticità?

«Qualche attivista più vicino ai portavoce gliele avrebbe riferite privatamente. Anche perché il Reddito di Cittadinanza poteva essere la svolta per il M5S, il passaggio dalla pietra alla ruota, quel barlume di civiltà che si aspettava da tempo in Italia. E invece…»

Quali risposte avete ricevuto?

«A chi si è immolato, Nunzia Catalfo avrebbe risposto: “Ma noi non siamo soli al Governo! Dobbiamo scendere a compromessi!”. Ma questi compromessi e tutti i paletti imposti dalla Lega sono stati una strategia per distruggere questa misura fino a farla addirittura schifare dall’elettorato grillino. Una mossa utile per essere divorati a colazione da Salvini».

Ci sono casi particolari che hanno sollevato ulteriori malumori?

«Sì, ed è relativo al patrimonio immobiliare perché pur avendo tutti i requisiti, si rischia di non potere accedere alla misura. Ma siamo rimasti tutti profondamente indignati quando abbiamo visto che i disabili saranno inclusi nel reddito di cittadinanza senza obbligo del patto per il lavoro, e quindi nessuna integrazione come invece avevano promesso. L’unico privilegio è che non verranno trasferiti in altre città».

Sì, ma altri ricorrono al reddito di cittadinanza per avere un lavoro.

«Le persone si sentono raggirate perché piuttosto che diventare schiavi dello Stato si accontentano di rimanere nelle condizioni attuali. Nel senso che l’economia italiana del nostro Paese si regge sul lavoro nero. Perciò per quale motivo le persone dovrebbero lasciare un lavoro in nero che ha meno vincoli del reddito di cittadinanza e ti mette denaro in mano in contanti. Senza considerare il pericolo che con il reddito di cittadinanza potresti essere spedito chissà dove per lavorare».

L’hanno strutturato male. Il Reddito di Cittadinanza doveva essere per come l’avevamo pensato. L’unico criterio di accesso doveva essere l’ISEE. STOP!

«Oltre al patrimonio immobiliare, un’altra criticità è quella di coinvolgere tutti i membri della famiglia. Se si includono tutti i membri della famiglia in età da lavoro, dove pensano di andare a trovare tutte queste occupazioni, tre per ognuno dei componenti?».

Beh, ma quello sarà un problema dei navigator…

«Anche la figura del navigator è assurda. Gliel’ha suggerita un consulente del Mississipi strapagato dal Movimento importando così il modello americano di reclutamento della forza lavoro».

Ma questi navigator, che sono altri precari, se dovessero trovare un lavoro migliore mentre cercano occupazione per gli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza, non c’è il rischio che possano tenere per sé questa possibilità di guadagno e posizione migliore?

«Esattamente. Anche questo è possibile ed è un’altra criticità che si somma alle altre, creando un grande paradosso».

Prima hai parlato di strategia per azzerare l’M5S.

«E ne sono convinto. Come sono convinto che i nostri portavoce siano cascati con tutte le scarpe nel trucchetto di Salvini che ha imposto questi paletti. Questa alleanza o contratto di governo, si è rivelato un modo per distruggere il Movimento 5 Stelle. E ci sta riuscendo».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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