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Raspanti nega i funerali al boss Sciuto “Nuccio Coscia”

Avrà diritto solo ad una benedizione al camposanto il boss catenoto Sebastiano Sciuto detto “Nuccio Coscia”.

Così ha deciso l’imperscrutabile Vescovo della diocesi di Acireale Monsignor Antonino Raspanti. “Nuccio Coscia” abitava con la sua famiglia vicino la chiesa di Santa Lucia ad Aci Catena, a rifiutare di officiare le esequie il parroco Gaetano Pulvirenti. Nei manifesti affissi si legge che sarà celebrata una benedizione presso il cimitero di Aci Sant’Antonio domani alle 16.00. Da pochi giorni l’uomo era ritornato a casa, dimesso dall’istituto carcerario per incompatibilità con lo stato di salute. In fin di vita, stroncato da un tumore non era più autosufficiente. La veglia in queste ore è presso la casa della cognata.

Chi è Sebastiano Sciuto detto “Nuccio Coscia”

Un profilo dettagliato del boss Sebastiano Sciuto viene tratteggiato da Laura Di Stefano tra le pagine di Live Sicilia. Negli anni ‘80 e ‘90 era Sebastiano Sciuto il referente dei Santapaola nell’area ionica.
“Il boss che porta Cosa nostra ad Acireale era uno dei pochi che poteva sedersi nella commissione provinciale di Cosa nostra, alla corte di Nitto Santapaola e Sebastiano Ercolano – scrive la Di Stefano – che negli anni ’80 aveva creato un gruppo criminale dedito alle estorsioni.”

“Il boss acese aveva il “pedigree” del mafioso di razza: infatti riuscì ad entrare nelle grazie di Iano Ercolano durante un periodo in cui divisero il carcere. Referente della fascia ionica per i Santapaola: a lui dovevano rifarsi da Acireale, Aci Catena, Santa Venerina, Zafferana Etnea fino a Fiumefreddo e Giarre.”

Fu lui ad ordinare il delitto di Alfio Manca nel 1992. Fu uno degli omicidi eccellenti di quel periodo: in quei mesi, mentre a Palermo si piangevano le stragi, ad Acireale le strade erano macchiate di sangue. Con un escamotage tecnico-giuridico Sciuto finisce in carcere nel 1993. Eravamo alla vigilia della maxi operazione Orsa Maggiore, forse la più importante di quegli anni. Il blitz porto’ in carcere anche i capi di Cosa nostra ad Acireale.

Raspanti, il vescovo che ha vietato i funerali ai mafiosi

All’indomani dalla sua nomina il vescovo di Acireale Antonino Raspanti passa agli onori della cronaca per la firma del decreto che vieta i funerali ai mafiosi condannati in via definitiva. Si ritiene rivoluzionario, ma non mette tutti d’accordo, il documento canonico che Raspanti impone in via generale per il divieto delle esequie dei boss.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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