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Randagismo: la grave situazione in provincia di Catania

Randagismo: la grave situazione in provincia di Catania

Il tutto è partito  da un post di facebook che ha ottenuto 9106 condivisioni e 3574 like.

Nel post, pubblicato da Silvia Candura, compaiono le foto di un cane tutto “accucciolato” che staziona all’ingresso del punto Lidl di Centro Sicilia. Nel post c’è scritto: “la direzione ha vietato al personale di dare cibo e quello che hanno dato i passanti è stato ripulito dalla vigilanza del commerciale perché i cani non devono stazionare”.

randagismo cane lidl centrosicilia
randagismo cane lidl centrosicilia

Da qui è partita l’idea di un pezzo sul randagismo, un tema senz’altro non inedito, ma sul quale finora è stato fatto poco di concreto.

Rivolgendoci  ad Angelica Petrina, Responsabile Lav Catania, abbiamo affrontato tutte (o quasi) le questioni legate al randagismo.

Le normative

A livello nazionale la legge quadro sul randagismo è del 1991 ed è stata recepita dalla Regione Siciliana con la  Legge Regionale 15/2000. Le linee operative della legge risalgono al 2007, ma ancora ci sono comuni che sconoscono la normativa.

Le soluzioni: il canile

Sui canili va detto che ci sono due tipi di strutture: il canile ricovero e il canile sanitario. Se i canili ricovero sono più o meno diffusi in provincia di Catania, i canili sanitari, ovvero quelli dove i cani  vengono ricoverati per un certo periodo di tempo per poi essere rilasciati, sono quasi del tutto assenti, ve ne è uno privato a Zafferana Etnea. I  canili rifugio stanno alla base di giri economici non indifferenti: i proprietari ricevono dai comuni 4,50 euro al giorno per cane… Spesso e volentieri i canali rifugio non sono controllati: tanto per fare un esempio ci sono casi di strutture dove i canini “vivevano” fino a 30 anni. Peraltro, sui canili ci sono state anche diverse denunce: di recente è stato denunciato il proprietario di due canili aventi sede a Catania e San Giovanni Galermo.

Le soluzioni: il cane di quartiere

Il cane di quartiere diventa un’ottima soluzione qualora il cane viene microchippato e sterilizzato. Inoltre, è necessario un aiuto da parte delle amministrazioni comunali, anche perché  i cani di quartiere sono di proprietà dei sindaci e per la gente non è facile amministrare un problema così grosso senza l’aiuto di chi amministra il territorio. Peraltro, i volontari senza il controllo e senza l’ausilio di persone esperte possono, anche in buona fede, arrecare danno agli animali.

L’acquisto dei cani e il cane “oggetto”

L’acquisto dei cani sta alla base di tante problematiche. L’acquisto dei cani non favorisce il nostro territorio, poiché i cani randagi in questa maniera non verranno mai adottati. Alla base della compravendita dei cani c’è lo sfruttamento, questo soprattutto per quel che concerne i cani provenienti dall’estero, mentre negli allevamenti fatti in casa è frequente la nascita di cani malati dovuti agli incroci fra consanguinei. Esiste anche il fatto che molti considerano il cane un giocattolo per i propri bambini, ovvero un oggetto che può diventare inutile a seconda dei desideri di chi lo possiede.

I comuni virtuosi

In provincia di Catania il comune virtuoso è stato il comune di Biancavilla nel biennio 2014-15. In questi due anni il comune  ha sterilizzato, microchippato e monitorato i cani del territorio riuscendo a risparmiare 100mila euro.

Esistono cani cattivi?

No, o meglio i cani sono  aggressivi solo quando devono difendere la propria prole, comportamento che li accomuna alla specie umana, o quando sono stati allevati da uomini violenti.

Cosa fare quando si investe un cane in superstrada?

Sappiamo che la superstrada è un cimitero a cielo aperto per cani per cui abbiamo chiesto ad Angelica Petrina come dobbiamo comportarci nel caso in cui dovessimo investire un animale domestico. Qualora dovessimo investire un cane, ha riferito la responsabile Lav, dobbiamo chiamare il 112, al 113, o la polizia stradale. In realtà non è facile come sembra: spesso l’assenza di fondi e la carenza di strutture idonee non garantiscono la migliore efficacia nell’espletamento del servizio.

La soluzione finale 

Le tre parole chiavi sono: sterilizzazione, sensibilizzazione e monitoraggio. Solo grazie a questi tre elementi potrà essere risolto il problema randagismo.

 

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