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Ragazzo aggredito alla villa, parla il padre: “Faremo delle ronde”

Catania  –  “Non deve più accadere”, sono le parole che risuonano mentre parla il padre del ragazzo aggredito alla Villa Bellini da un gruppo di bulli. Fortunatamente, solo lividi ed escoriazioni con una prognosi di sette giorni

Siamo all’ingresso del Giardino comunale, non quello posteriore o secondario, ma quello principale di via Etnea; non siamo durante un giorno feriale e nemmeno in un orario da coprifuoco. Ci troviamo in via Etnea, intorno alle 12 del 3 febbraio, un giorno caotico e, teoricamente, pieno di gente e forze dell’ordine. Il ragazzino, di 13 anni, era uscito prima dalla scuola, la Cavour, e con i suoi compagni e la fidanzatina si era recato alla Villa Bellini, classica meta di ogni ragazzo per passeggiare al centro. Quale migliore occasione della processione della Carrozza del Senato?

“Ad un tratto –  racconta il padre –  mio figlio e i suoi compagni sono stati presi di mira. Erano circa 20, tutti della loro età”

Ma si conoscevano, anche solo di vista?

“Solo di vista. Già un’altra volta i bulletti stavano per prendersela con mio figlio. Quella volta, con i suoi compagni, era in piazza Stesicoro al Mcdonald ma avevano evitato lo ‘scontro’ perchè avevano avvisato il vigilantes che li ha cacciati via (ai bulli). Questa volta non è andata così bene. All’inizio si è avvicinato il capobanda, un ragazzetto di 13 anni, che ha cominciato ad insultare mio figlio e poi a picchiarlo. Tutti gli altri facevano muro per evitare che gli amici intervenissero per difenderlo”

Nessuno se n’è reso conto?

“Quando sono arrivato, un signore diceva di aver visto tutto e io pensavo: Ma non si vergogna a non essere intervenuto? In realtà nessuno è intervenuto”

Come ha saputo quel che stava succedendo?

“Sono venuti a chiamarmi due compagni di scuola di mio figlio. Pensare che avevo anche sentito arrivare l’ambulanza ma pensavo fosse per qualcuno che si era sentito male. Invece era per mio figlio. I ragazzi mi hanno raccontato che un signore è riuscito poi a disperdere i bulli dicendo che era un poliziotto, ma forse non era nemmeno così”

Cosa è successo dopo?

“Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi di accompagnarci (lui ed il consigliere Manlio Messina, intervenuto in supporto) per capire chi fossero. C’erano tantissime piccole bande, ad uno dei bulletti abbiamo anche sequestrato una mazza che abbiamo consegnato in questura. Poi li abbiamo trovati… Ragazzini dell’etá di mìo figlio, di San Giovanni Galermo, Villaggio Sant’Agata…”

In sei sono stati denunciati

“Si, tutti di 13 anni, affidati ai genitori tranne uno di 15 che sarà sottoposto a processo”

Cosa pensa della situazione!

“Non è giusto che sia la brava gente a dover rinunciare a passeggiare al centro. Potrei dire che sarebbe giusto fare delle ronde per combattere questi bulletti che vanno in giro in gruppi di 20, ronde di padri di famiglia per difendere i figli, dato che nessuno interviene. Ma qualcosa si deve fare”

 

 

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