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Ragazzino aggredito alla Villa e il silenzio dell’amministrazione, ovvero l’assenza di dignità

A Catania accade che un bambino di 13 anni venga massacrato di botte in pieno centro. In un giorno, in un momento, in cui a pochi metri da li sfilavano il Sindaco e istituzioni cittadine.
Massacrato di botte da un gruppo di teppisti che camminavano impunemente con un bastone. Davanti decine di persone a famiglie con bambini.
Mia figlia poteva essere li, poteva essere in compagnia di questo bambino.
Che la nostra città faccia paura non è una novità. Ma non è l’aggressione in se stessa che mi fa più paura. Anche se mi terrorizza.
Ciò che mi fa più paura è l’assoluta indifferenza di questa Città, di coloro che devono rappresentarla.
Alla villa Bellini, dove è accaduto il pestaggio, c’è un corpo di guardia dei vigili urbani.
Da frequentatore mattiniero della villa, posso dire che la polizia municipale è molto solerte ad intervenire per riprendere tutti i possessori di cani che si permettono di lasciarli liberi nel piazzale grande. Non so quanto fastidio diano, però la solerzia è tanta, poco importa che alle 8 del mattino la domenica ci siano solo loro.
La legge è legge citando un film con Fernadel.
Qualcuno potrebbe chiedersi dove erano in quel momento i vigili. Anzi tutti ce lo chiediamo, ogni padre di famiglia lo chiede. Ma nessuna riposta.
Non voglio trattare il fatto come un problema di ordine pubblico, ma come un problema di dignità.
Perché come detto ciò che mi fa paura in questa città è l’assoluta strafottenza dell’Amministrazione.
Che dovrebbero chiedere, ieri, scusa a questo bambino, ai suoi genitori ed a tutte le mamme ed i papà di questa città.
Sindaco Giunta e presidente del consiglio di comunale.
Qualcuno chiederebbe che colpa hanno loro.
Premesso che le colpe ci sono e le hanno, nulla questa amministrazione ha fatto per le periferie, mostrandosi coerente con tutte le precedenti amministrazioni, Ma non è questo.
A volte si deve chiedere scusa anche se non ci sono colpe, a volte si deve chiedere scusa per colpe non direttamente nostre, ma derivanti da ciò che noi facciamo ( per ciò che non facciamo ).
L’amministrazione rappresenta la Città. E sono stati dei teppisti catanesi ad aggredire questo bambino.
La dignità, la dignità del chiedere scuse a nome di tutti, va oltre le singole responsabilità.
Celarsi dietro il concetto di non colpa o peggio ancora ignorare i fatti guardando dall’altra parte, non è mancanza di colpa ma mancanza di dignità.
Goffredo D’Antona

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