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Radicali: esposto contro Crocetta per danno erariale

Catania –  In contemporanea con l’inaugurazione dell’anno giudiziario, i Radicali presentano davanti il Tribunale etneo la denuncia contro il Presidente Crocetta per il danno erariale subito dai siciliani.

“Non nominando da un anno e mezzo il Garante dei detenuti, ma mantenendo aperti gli uffici, si ha uno spreco di denaro pubblico pari o superiore a 500 mila euro. E sono soldi pubblici”. A dichiararlo ai nostri microfoni, Rita Bernardini, segretaria  nazionale dei Radicali.

Si legge nell’esposto inviato:

“Dopo la scadenza del mandato Fleres il 16 settembre 2013] era compito/dovere proprio del Presidente della Regione, pertanto, nominare altro garante, secondo i parametri specifici indicati dalla legge.

Invero, il Presidente Crocetta, disattendendo un dovere impostogli dalla legge istitutiva dell’ufficio del garante, non ha proceduto ad alcuna nomina.

Tale situazione, oltre a vanificare i principi propri della legge: di garanzia e, tutela delle persone detenute, attivandosi per il loro reinserimento sociale; attività alquanto importante sia dal punto di vista sociale, che politico, considerata la situazione di grave degrado e sovraffollamento delle carceri in Sicilia; ha creato e crea notevoli danni economici alle casse della Regione Siciliana.

L’ufficio del garante dei detenuti, infatti, è costituto da uffici operativi sia a Palermo che a Catania con oltre dieci dipendenti (nelle varie qualifiche: dirigente, funzionari, istruttori, assistenti) pagati dalla Regione Siciliana.

Il personale, regolarmente in servizio nelle due sedi, in mancanza del garante (unico titolare dell’ufficio) non può svolgere alcuna funzione.
 
Dal settembre 2013 l’Ufficio, in mancanza di titolare, non può rispondere alle continue lettere dei detenuti o dei familiari, nessuno dei dipendenti può accedere agli istituti penitenziari per i controlli previsti dalla legge (mancando il garante che avrebbe dovuto delegare).”

L’iniziativa sul garante dei detenuti è sostenuta anche dall’avv. Vito Pirrone, presidente dell’associazione nazionale forense.

Parole dure anche contro la situazione delle carceri siciliani. “La maggior parte di queste sono fuori legge, dove si continuano a praticare trattamenti inumani”.

E sulla proroga del 41 bis a Provenzano: “Mi sembra inutile dare il 41bis a chi non può neanche più alimentarsi naturalmente”

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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