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Questa foto non si pubblica

Il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, […] Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende nè produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato

art. 8 Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica allegato 1 al testo del nuovo codice della privacy

Non riveleremo certo dalle pagine di questo giornale online l’identità della persona che si trova in evidente stato di detenzione tra i due uomini incappucciati della Dia, ma sarà ugualmente noto al lettore chi è il soggetto agli arresti ritratto in foto.

L’immagine è stata diffusa senza censure sia da una testata online che da un giornale cartaceo, senza il consenso della persona protagonista del fatto di cronaca di cui tanto si è parlato, senza tenere conto della tutela della dignità della persona, che poi è proprio il titolo dell’articolo 8 del codice di deontologia richiamato sopra.

Ci troviamo dinnanzi ad un trattamento illecito di dati personali. Se, chi ha pubblicato questa foto non va contro il codice di procedura penale che all’articolo 144 comma 6 prevede il divieto della pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, perchè effettivamente non vi sono le manette; resta comunque da interpretare nel caso specifico la norma.

Indubbiamente il giornalista contravviene a quanto previsto dal codice deontologico.

Interessante notare che in questo caso la violazione (la pubblicazione della foto) comporta non solo la sanzione disciplinare ma anche un’azione di risarcimento del danno.

E già, perchè gli incauti giornalisti saranno stati ignari del fatto che il codice di deontologia in questione, poichè allegato al nuovo codice della privacy, assurge a norma di rango primario.

Ringraziamo il presidente della Camera Penale di Catania l’avvocato Enrico Trantino che su facebook ha ripreso pubblicamente un giornalista che aveva riportato oltre che sulla sua testata, anche sul suo profilo personale la foto in questione accompagnata da un poco elegante commento.

Trantino, che forse non conosce e giustamente il codice deontologico, avvertendo imbarazzo per la foto, ricorda al collega l’articolo 144 cpp e poi aggiunge con amarezza “La salutammo come norma a presidio della dignità di chi è sottoposto a procedimento penale, e la cui posizione processuale deve essere accertata. Purtroppo… “

Se è pur vero che bisogna promuovere la collaborazione tra giornalisti alla stessa maniera bisogna mantenere il decoro della professione che abbiamo l’onore di esercitare.

 

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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