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CronacheNews

Querela a MeridioNews per avere raccontato l’“annacata” davanti alla casa del boss

Succede che durante i festeggiamenti di Sant’Agata, il 4 febbraio, la candelora degli ortofrutticoli faccia una lunga sosta fuori percorso, davanti a un altarino della Santa da sempre omaggiato dal clan mafioso dei Cappello, con tanto di annacata, dopo la ripartenza, davanti all’abitazione di Massimiliano Di Salvo, un ex sorvegliato speciale agli arresti domiciliari che, secondo magistrati e investigatori, sarebbe un esponente di spicco dello stesso clan.

Succede che due bravi coleghi di MeridioNews, Dario De Luca e Luisa Santangelo, raccontino tale grave fatto, successivo ad analoghe situazioni verificatesi nei giorni precedenti in Calabria e riportate dai media nazionali con grande risalto.

Succede che la procura avvii un’inchiesta contro ignoti.

Succede che, a festa finita, dopo che anche i tg nazionali hanno dato risalto alla vicenda, Mario Maniscalco, responsabile della candelora degli ortofrutticoli, sostenga che la sosta, proprio lì, fosse dovuta «a un problema tecnico alle corde» e che il legale, Piero Lipera, aggiunga che l’“annacata” fosse, in realtà, solo una «prova per la tenuta delle corde» e annunci querela contro i due giornalisti.

E succede che la querela non sia solo annunciata, ma che arrivi.

Succede a Catania. Città in cui, a detta di diversi collaboratori di giustizia, i clan mafiosi etnei avrebbero un ruolo importante nella gestione dei festeggiamenti.

Succede a Catania, Sicilia, Italia. Dove, secondo l’osservatorio Ossigeno, quest’anno sono già 66 i giornalisti che hanno subito minacce o intimidazioni per il proprio lavoro. E fra le intimidazioni sono incluse anche le querele e le azioni civili. È probabile che già domani i nomi di Dario De Luca e Luisa Santgangelo vadano ad aggiungersi alla lista, portando il totale provvisorio a 68.

Il fenomeno delle intimidazioni ai giornalisti liberi, in Italia, specie al Sud e specie contro le piccole testate, è talmente grave e diffuso che, proprio a partire dai rapporti di Ossigeno (osservatorio promosso dall’ordine e dal sindacato dei giornalisti) che dal 2006 documentano le migliaia di casi, la Commissione parlamentare antimafia ha istituito al proprio interno un comitato ad hoc, diretto dal vicepresidente Claudio Fava, che, fra i tanti casi, si sta interessando anche alla vicenda catanese dei licenziamenti di Telecolor da parte di Mario Ciancio.

La querela ai colleghi di MeridioNews, comunque, non è passata inosservata nel Consiglio comunale di Catania, dove Niccolò Notarbartolo (PD) ha letto una nota di solidarietà nei confronti dei due giornalisti firmata anche dai consiglieri Sebastiano Arcidiacono (Articolo 4) e Agatino Lanzafame (Con Bianco per Catania): «Solidarietà nei confronti dei due bravi giornalisti di MeridioNews, Luisa Santangelo e Dario De Luca, che sono stati querelati per avere raccontato dell’insolita sosta della candelora dei fruttivendoli in via Torre del Vescovo, nei pressi dell’abitazione di un boss, durante le festività agatine. Da quella segnalazione – ricorda Notarbartolo – è partita un’indagine e adesso sta alla magistratura verificare i risvolti penali della vicenda. Non sta a noi giudicare quel fatto, ma è compito nostro ribadire che la città di Catania ha assoluto bisogno di giornalisti liberi e coraggiosi che raccontino quelle cose che troppo spesso vengono taciute».

A Dario De Luca, Luisa Santangelo e alle colleghe e ai colleghi di MeridioNews, esempio di giornalismo con la schiena dritta, va la solidarietà della redazione e della direzione de L’Urlo.

(Foto da Newsicilia.it)

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Redazione

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