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Quella candelora ferma che balla sotto casa del presunto boss

Catania –  Una candelora, quella degli ortofrutticoli, ferma tra via Plebiscito e via Torre del Vescovo e che raggiunge gli altri cerei solo a sera tardi durante il giro esterno della Santa Patrona. Se già sembra strano questo lunghissimo allontanamento dalle altre candelore, dato anche il nuovo regolamento che impone alle candelore di non separarsi mai,  ancora più strano sembra il luogo della fermata.

Così come spiegano  Dario De Luca e Luisa Santangelo su Meridionews in un’esclusiva, la  candelora degli ortofrutticoli si è fermata in un punto particolare dell’Antico Corso, là dove si trova sia una edicola votiva a Sant’Agata, ma anche la casa di Massimiliano Salvo.

Non una persona qualsiasi, ma sorvegliato speciale agli arresti domiciliari per fare parte dell’associazione mafiosa etnea con ruoli di rilievo. Inoltre è figlio di Giuseppe, più conosciuto come Pippu u carruzzeri, ed oggi ergastolano, e fratello del pluripregiudicato Giampiero,  recluso e in attesa di giudizio perché sospettato di essere uno dei killer della strage del 2008 a Catenanuova. Tutti legati al clan Cappello.

Ma neanche l’edicola votiva, in questo caso, ha solo una storia di fede. Intorno al 2009, era stata applicata una targa con i nomi di nove affiliati al clan dei Cursoti  del boss Giuseppe Garozzo, morti in agguati mafiosi. La targa è stata successivamente rimossa nel 2013, lasciando l’immagine di Sant’Agata.

Ed è proprio in questo punto che la candelora si muove nella sua “annacata” ed è proprio lì che i Carabinieri hanno sequestrato dei botti illegali pronti per esplodere.

 

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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