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L’inchiesta – Quei laboratori privati che si opponevano ai controlli di qualità

In provincia di Catania ci sono 66 laboratori e 19 consorzi che eseguono analisi cliniche. Nell’anno 2013 su 66 laboratori 32 (quasi il 50%) non ha partecipato alla Verifica Esterna di Qualità Regionale (VEQ) obbligatoria ai fini della contrattualizzazione per l’accreditamento. Il 6 febbraio 2015 il CGA ha emesso una senteza contro il ricorso fatto da diversi laboratori che si opponevano alla VEQ, (controllo di qualità per testare le analisi effettuate).

Il controllo di qualità regionale che effettua poco più della metà dei laboratori accreditati è obbligatorio, pena l’esclusione dall’elenco dei laboratori accreditati. Il rischio per la salute dei cittadini è molto alto, ma nonostante le inadempienze di questi laboratori pare che la regione e le ASP non facciano niente.

Ci sarebbero quindi delle anomalie nella fase di accreditamento di alcuni laboratori che non rispondono ai requisiti minimi di legge. Dopo questa sentenza si certifica che moltissimi laboratori sono fuori legge a cui sono state rimborsate da parte dell’ASP ingenti somme di denaro. Dalle prime stime secondo la FENASP, si parlerebbe di un danno erariale di milioni di euro senza contare il danno incalcolabile per la salute pubblica.
Il controllo di qualità VEQ è molto importante perché tutti i laboratori pubblici e privati sono obbligati ad analizzare dei campioni in cieco, cioè senza saperne la provenienza, e devono inviare le analisi a Palermo, dove le confronteranno per vedere se i reagenti utilizzati dai laboratori sono efficienti e le tecniche di analisi sono al passo con i tempi. Questo controllo di qualità serve quindi a garantire il cittadino prima di tutto ed è stato regolamentato ancora una volta dall’art. 6 del Decreto assessorile 9 agosto 2012, pubblicato sul n° 37 della GURS del 31 agosto 2012, il quale impone come adempimento obbligatorio per l’accreditamento e la contrattualizzazione “la registrazione al CRQ e la partecipazione obbligatoria alle VEQ regionali sia per le strutture pubbliche che per le strutture private”.

 

 

 

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Redazione

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