fbpx
CronacheEventiNews in evidenza

Quando fede e devozione (ri)pagano

Unanime il giudizio: “Una Festa bellissima”, la Festa dei “Santi Patruna”, San Michele e Santa Caterina, che si celebra l’8 maggio. Una Tradizione che si rinnova grazie all’opera dell’Associazione Devoti e al contributo di tanti grammichelesi: «Quest’anno la Festa è stata totalmente finanziata attraverso le donazioni», sottolinea sin dall’inizio Francesco Tornello che dell’Associazione Devoti è il presidente.

L’emozione più forte di quest’anno. «Niente per me è più importante che guardare loro negli occhi, vedere camminare i Santi Patroni sulle spalle di tanti giovani assieme ai bambini con la nostra divisa. Mi scoppia il cuore pensare che fino a quindici anni fa era un camion a trasportare San Michele e Santa Caterina e oggi sono tantissime le persone che partecipano alla processione, accanto alla vara».

Per sessant’anni i Santi Patroni sono stati trasportati in processione col camion, poi, finalmente, qualcosa è cambiato. «L’Associazione è nata nel 2001. Siamo partiti praticamente in due e oggi siamo centoquarantotto devoti. Nel 2003 abbiamo portato in spalla l’Immacolata e nel 2004 San Michele e Santa Caterina e nel corso degli anni molte le novità introdotte o riprese dalla tradizione: dall’inchino che i Santi porgono alla Madonna per congedarsi da lei (che si faceva negli anni ’40) all’alzata in piazza al grido “W i Santi Patruna” piuttosto che i tre finti rientri in chiesa Madre».

Quest’anno s’è data particolare importanza alla piazza. «L’obiettivo – abbondantemente raggiunto – è stata quello di riportare centralità alla nostra piazza che per via della forma esagonale è unica. Anche per questo motivo la Matrice aveva tutte e tre le porte aperte, oserei dire spalancate; è stato emozionante vedere così tanta gente entrare in chiesa a fare una preghiera ed accendere una candela. A condire il tutto, duecentoquindici metri di illuminazione a spalliera in tutti i lati dell’esagono, ad eccezione del lato della Chiesa Madre e del Comune».

La bellezza della festa è il frutto di tanto lavoro fatto negli anni. «Nel 2010 abbiamo realizzato la vara tutta in resina, copia dell’originale. Nel 2013 abbiamo restaurato i Santi Patroni e nel 2015 è iniziata la donazione degli argenti che erano stati rubati negli anni ’80. Grazie ai lavori di restauro è stato restituito il colore originale del ‘700 alle statue. Quest’anno, con la donazione delle ali, anche gli ultimi argenti hanno ridato l’antico splendore a San Michele ed è stato donato lo stendardo dell’associazione. La processione, poi, s’è arricchita con la presenza di cento musicisti che accompagnavano i nostri Santi».

18424649_10212720363474767_1565480248_nE, in processione, sono state portate le reliquie. «Un esagono sul petto di San Michele conserva un frammento della Grotta del Gargano dove nel 492 è apparso San Michele. A novembre, una delegazione di devoti s’è recata in Puglia a prendere un frammento della grotta stessa. In epoca moderna, invece, Padre Pio vi portava i posseduti dal demonio per essere esorcizzati».

Infine, la varetta. «È un’altra novità di quest’anno. Una vara più piccola portata da otto bambini, che contiene una reliquia del vestito di Santa Caterina. In realtà, sono cinquanta i bambini devoti – detti devotini – ai Santi Patroni».

S’è avuto pure un gemellaggio fra portatori. «È stata ospite una confraternita di Santa Caterina di Villarmosa, in provincia di Caltanissetta. L’anno scorso abbiamo fatto noi da portatori alla loro Santa Caterina e, stavolta, hanno loro portato la nostra Madonna per la processione del 5 maggio».

Ci salutiamo: “W Maria” – cui è devotissimo – mi dice Tornello… e W i devoti a cui Grammichele è gratissima.

 

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button