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Qè, continua a oltranza l’occupazione in Comune

Non fanno un passo indietro gli ex lavoratori del Call Center Qè, al quarto giorno di occupazione del Comune di Paternò. “Questa è la storia della nostra battaglia – spiegano i lavoratori – la storia di uomini e donne, di papà e mamme che non vogliono arrendersi, che chiedono di riavere il proprio lavoro, la propria dignità. Sui nostri volti sono evidenti i segni della stanchezza, ma siamo ancora disposti a lottare, a gridare con tutto il fiato che abbiamo…”

Non possono più accontentarsi della retorica, tra pochi giorni si troveranno senza alcun sussidio economico. Parlano di “macelleria sociale” e chiedono una risposta alle istituzioni locali e regionali. Manifesteranno a oltranza fino al 6 dicembre: “Adesso non possono più permettersi di perdere altro tempo”.

Nel frattempo, tra i tanti, hanno portato la loro solidarietà anche il deputato regionale Claudio Fava, Luisa Albanella, Giorgio Caggegi in rappresentanza dell’ANCL consulenti del lavoro, il direttore del centro per l’impiego di Paternò Michele Messina, Salvo La Spina, ma anche Anthony Distefano. E negli scorsi giorni Davide Foti segretario generale Filcams Cgil Ct, una delegazione del Movimento 5 Stelle di Paternò, il sindaco Nino Naso, il vicesindaco Ignazio Mannino e il deputato regionale Giuseppe Zitelli, Maria Grazia Pannitteri Presidente dell’associazione Forense di Paternò e Domenico Signorelli, Paolino Mangano e Pippo Castelli di Mdp, e ancora: Vito Rau, Giacomo Rota, i ragazzi della Piazzetta e molti altri.

La richiesta è sempre la stessa: risposte e lavoro.

 

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Redazione

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