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Putin, tra consenso e polemiche. L’intervista a tre ragazze russe residenti in Italia

L’Europa sembra vivere un rapporto conflittuale con l’orso russo. Putin è per tutti un importantissimo partner energetico ma sembra dividere su molteplici questioni riguardanti la politica interna ed estera. Le pressioni americane non sono poche a dire la verità.

Nelle voci e nelle penne dei principali media europei si percepisce la velata volontà di demonizzare e delegittimare il premier russo. Putin è davvero un pericolo per la democrazia europea o è solo uno statista che non riconosce la leadership mondiale degli USA?

L’Italia, in tal senso, è particolarmente ambigua sia negli affari che nei giornali. Putin, che pare abbia lontanissime origini venete,  è allo stesso tempo fascista, antifascista, un pericoloso strascico sovietico, ultracapitalista con manie di grandezza, despota, scomodo ma essenziale. Di certo è il leader di un colosso che non sembra più avere i piedi di creta. Il capo di una Russia che oggi può vantare un’autorevolezza che si credeva ormai persa nei grandi tavoli della politica mondiale.

Insomma bisogna approfondire questa figura e l’evidente cambiamento della Russia negli ultimi anni. Per leggere meglio certe dinamiche abbiamo intervistato tre russe che hanno deciso di vivere in Italia , tre ragazze che non hanno mai abbandonato la propria identità e che quotidianamente, grazie ai media russi , agli amici ed ai parenti,  si tengono aggiornate sul momento politico e sociale russo. Olga studentessa a Catania , Tatiana lavora a Parma ed Irina è presidentessa dell’associazione Giovani Italo-Russi a Roma.

 

Chi è Putin? Chi è per te e per i russi? Come ti spieghi questo consenso extra politico? Cosa lega Putin al popolo russo?

Olga :  Penso sia un presidente che abbia fatto molto per il paese, risollevandolo dalla fogna in cui è stato cacciato dopo dieci anni di governo di Eltsin. E’ la mano forte che serve per poter governare un paese così vasto e così eterogeneo come la Russia. Penso anche che l’approvazione da parte del popolo sia legata alla determinazione con la quale si oppone agli USA.

Tatiana : Chi è? Non c’è dubbio che per il popolo russo sia un vero leader. Non so, se in questo caso si può parlare del consenso extra politico, ma dicono che ogni popolo merita il presidente che ha. Secondo me, come deve crescere ogni individuo, anche il popolo deve intraprendere il proprio percorso. Sappiamo tutti che ogni tanto  non è facile fare le scelte, qualche volta ci vuole anche un po’ di coraggio. Noto una fiducia totale in Putin, fiducia in un personaggio forte. Un dittatore? Certamente lui non è Stalin ma questo è anche un periodo diverso. Un poetessa russa diceva “sì, siamo asiatici…”, forse anche per questo abbiamo bisogno sempre di uno zar-dittatore, forse di un imperatore. Per una come me che vive  da sedici anni in Italia però è diverso. Confrontandomi con la realtà italiana non nascondo che mi piacerebbe vedere in Russia una più forte opposizione, mi piacere sentire da parte dei miei connazionali anche qualche critica nei confronti di Putin, a prescindere dagli argomenti, a prescindere di chi ha ragione e chi no. Più dibattiti e non solo applausi.

Irina : Putin per i russi è il presidente della Federazione Russia. Per chi lo appoggia è un leader che ha saputo ristabilitre la dignità della Russia, applicando la politica volta a fare il bene della nazione dopo il crollo dell’Unione Sovietica ed i difficili anni ’90. Per chi si oppone a Putin è un leader che va destituito e rimosso perché contrario alle direttive della politica promossa dagli Stati Uniti ed alleati. Sicuramente io appartengo alla prima categoria citata.

 

Si percepisce però una mitizzazione del soggetto Putin. Vi è un mito? Come e quando sarebbe nato questo mito?

Olga : Forse dopo il suo secondo mandato, quando i risultati della crescita economica russa erano già visibili e percepibili da una persona come me che ritornava in patria una volta all’anno. Quando finalmente si era creata la classe media, che praticamente non era mai esistita in Russia.

Tatiana : Non so, quando è nato. Ha un carattere molto forte. Non parla tanto e c’è sempre qualche mistero intorno alla sua personalità. Secondo me entrambe queste due cose. La forza del carattere e questo mistero che lo rende affascinante agli occhi dei russi.

Irina : Putin è stato un delfino di Eltsin. Nell’agosto del 1998 venne nominato il capo dell’FSB (ex KGB) e lo guidò per un anno. Nell’agosto del 1999 venne nominato primo ministro. Il 31 dicembre 1999, quando Eltsin diede le proprie dimissioni in diretta, lanciando il tradizionale auguri di Capodanno, lo proclamò come proprio delfino. Quindi Putin divenne presidente il primo giorno del III millenio. Poi la sua carica venne confermata con le elezioni presidenziali qualche mese dopo. Quindi il suo sostegno da parte del popolo è stato immediato. Questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori. Era una figura nuova, un volto tipicamente russo, giovane, sportivo, intelligente, capace di esprimersi con un linguaggio semplice, ma diretto, che faceva contrasto con l’immagine di tutti gli altri leader che lo hanno preceduto dai tempi della rivoluzione del 1917.

 

Quali secondo te sono i punti di forza della politica russa in questo momento? Quali i punti deboli?

Olga: Sicuramente l’esportazione di gas, petrolio ed altre risorse naturali ma anche la formazione universitaria e scientifica. La Russia sta investendo molto sulla ricerca. Qualche lacuna nella produzione interna. Il settore agroalimentare ad esempio.

Tatiana : Vedo una situazione dura. C’è tensione politica ma anche economica. Una situazione che però non riguarda solo la Russia.

Irina : La Russia si presenta come un baluardo al monopolio americano. Questo non solo sotto il punto di vista militare ed economico. La Russia vuole anche essere un’alternativa in termini di valori umani. Il punto debole è che la Russia nei contronti degli USA non è capace di competere al livello mediatico. Continuano i dibattiti internazionali sul fatto che alla Russia manca una linea ideologica definita. Ma così non lo è, basterebbe dare uno sguardo alla Russia all’esterno per capire che la politica di Putin è un modello, che ha dei tratti e sistema di valori ben definiti, che rappresenta proprio l’alternativa sostanziale all’unipolarismo liberista americano. I punti oscuri e controversi sono che il potenziale russo non riesce ad attivarsi per bene, essendo uno stato che dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica non ha saputo aggiornarsi dal punto divista burocratico e mediatico. La Russia non riesce a far sentire la propria voce, dove gli USA hanno occupato lo spazio comunicativo.

 

I media europei hanno sottolineato l’omicidio Nemtzov. Sono stati arrestati dei ceceni. Cosa pensi della faccenda? Che opposizione c’è in Russia e quali azioni intraprende? Che ricordo hai di Nemtzov?

Olga: L’opposizione russa è praticamente inesistente, non mi sembra che abbiano molti seguaci tra la popolazione. Sicuramente Nemtzov era scomodo a qualcuno, ma non credo che ci sia Putin dietro questa faccenda. Probabilmente non lo scopriremo mai, come in tanti altri casi di omicidi di altri politici russi e specialmente giornalisti. Ho pochi ricordi di lui, ma credo che sia stato il meno corrotto della cerchia di Eltsin.

Tatiana : Mi sforzo di non pensarci. Troppo facile dare la colpa a Putin. Una faccenda molto complicata. Solitamente certi episodi vengono chiariti dopo 50 anni. Nemtzov era un uomo libero. Libero in tutti i sensi. Dalla vita privata alla politica. Aveva inoltre un fascino particolare verso il gentil sesso.

Irina : L’omicidio di Nemtsov mi sembra una provocazione volta a screditare l’immagine di Putin. La prova di ciò è l’immediata reazione occidentale a questa tragedia. L’occidente senza avere prove e senza avere aspettato i risultati dell’inchiesta si è sbrigato di firmare il proprio verdetto anti-Putin. Quando succede un qualcosa bisogna per prima cosa chiedersi “a chi conviene?”. Questa domanda non se la sono posti coloro che hanno già dei pregiudizi nei confronti di Putin. Ma è stata una cosa prevedibile. Come avrebbe reagito la stampa occidentale? Sin dal primo colpo partito nella schiena di Nemtsov tutti in russi sapevano come avrebbe reagito l’occidente.

Nemtsov negli ultimi anni ha perso consenso e popolarità. L’opposizione “liberale” non era più rappresentata da lui ma da Navalnyi, Khodorkovski, Sobciak, Kasparov, Khakamada, Novodvorskaya, Makarevich. E’ stato un buon amministratore soprattutto durante la transizione dal comunismo. Molti altri “liberali” sono convinti non ci sia Putin dietro questo omicidio.

 

Libertà di stampa. Percepisci delle reali differenze tra la Russia e l’Italia? C’è qualcosa che secondo te andrebbe cambiato in Russia riguardo l’argomento?

 

Olga : Sì, in Russia c’è meno libertà di stampa rispetto all’Europa. Forse è il prezzo troppo alto da pagare per il benessere socio-economico raggiunto.

 

Tatiana : Sotto questo punto di vista la Russia deve lavorare molto.

 

Irina : In Russia i media divulgano tranquillamente il pensiero occidentale su molteplici temi. In occidente noto invece un blocco informativo che tende a demonizzare i nemici degli U.S.A. . Prendiamo la tragedia del boeing malesiano , la guerra in Ucraina , la guerra in Georgia e gli omicidi Nemtsov, Politskovskaya e Litvinenko. In Russia si è data la voce ad ogni pensiero in merito a questi temi. Altrove si è solo demonizzato Putin.

In Russia ci sono media dell’opposizione liberale facilmente accessibili copme “Dozhd”, “Ehko Moskvy”, “RTVi”. Da noi in prima serata vengono invitati deputati ucraini nei talk politici. Da voi? Mai visto politici o giornalisti russi invitati dalla RAI.

In Russia non sono soli i liberari ad opporsi a Putin. Ci sono anche i comunisti che a differenza dei vostri sono tradizionalisti e patriottici. Tutti hanno una voce e tutti partecipano alla vita politica russa. In strada e nei media nazionali.

 

Questione Ucraina. Che idea ti sei fatta? Che legame hanno i russi con l’Ucraina? Come pensi si possa risolvere?

 

Olga: Questa è una faccenda molto complicata, io personalmente sono  convinta che dietro a tutto questo ci siano gli Stati Uniti ed altre potenze mondiali. Secondo loro la Russia può rappresentare un “pericolo” e quindi come tale andrebbe tenuta sotto controllo anche nelle zone di confine.

In un paese così misto dal punto delle etnie diventa molto facile innescare un odio verso il prossimo, russo o ucraino che sia ed è questo meccanismo che hanno utilizzato per far nascere l’odio degli uni verso gli altri. Poi diventa molto facile appiccare fuoco ad un pagliaio instabile dal punto di vista economico come lo è ora l’Ucraina. Potrebbe essere stata in un certo senso una provocazione con una conseguente reazione dell’Orso Russo.

Non credo quindi sia realmente di matrice puramente nazionalista. In Russia , ad esempio, solo il 70% è di etnia russa. Il resto della popolazione è rappresentato da altre etnie, i tartari ad esempio. Nonostante questo tutti convivono pacificamente.

 

Tatiana : E’ un discorso molto complicato. Io sono per metà ucraina. E’ evidente il ruolo degli U.S.A. Cavalcano un odio che affonda le radici quantomeno nella seconda guerra mondiale. L’ucraino Stepan Bandera ed il suo OUN filo-nazista da un lato e l’esercito russo-sovietico dall’altro. Un odio che oggi non avrebbe senso anche se riconosco che l’URSS ha gravissime responsabilità riguardo il trattamento dell’Ucraina dopo la seconda guerra mondiale.

Io ho potuto comunque appurare , soggiornando in Ucraina, che il clima di intolleranza da ambo le parti è abbastanza radicato. Il 17% della popolazione residente in Ucraina è russo ma non ho percepito alcun rispetto per questa grande fetta di popolazione. Nelle scuole, ad esempio, è vietato l’insegnamento del russo.

 

Irina : I russi e gli ucraini hanno legami innanzi tutto di parentela. E’ difficile trovare un ucraino che non sia imparentato con i russi. La storia dell’Ucraina e Russia è unica ed indivisibile. Oggi si cerca di convincere gli ucraini di avere una storia propria millenaria, indipendente dai “cattivi” russi. Putroppo la popolazione ucraina crede quasi totalmente a queste pseudo nuove teorie storiche e sociali. Ammetto che gli ucraini hanno dei loro tratti nazionali, ma è anche da ammettere che sia loro che noi abbiamo le radici comuni e che le ingerenze esterne non possono che essere nocive a tutti. Sono abbagliati dal benessere degli Stati UE. In massa credono che se Yanukovich avesse rilasciato una firma sul trattato di associazione economica dell’Ucraina con la UE , il livello del loro benessere avrebbe raggiunto quello della Germania. La situazione invece è che in 23 anni di indipendenza, le oligarchie hanno fatto precipitare il paese in un clima di violenza ed estrema corruzione. Hanno preferito le favole alla realtà. Avrebbero potuto guardare a come stanno la Grecia, l’Italia, la Bulgaria per capire l’andazzo, ma probabilmente la disperazione li ha accecati. Ormai l’Ucraina è in una situazione che difficilmente potrebbe essere risolta a breve termine. Si è legata le mani completamente a padroni extra nazionali. Spero per loro che si sveglino presto, ma la vedo dura, anche perché se riprendono la coscienza sarà difficile slanciare il guinzaglio. Continueranno ad abaiare.

 

Salvini é l’esponente politico italiano che più si sta sbilanciando a favore di Putin. C’è realmente una contiguità tra i due movimenti ed i due leader? Cosa pensi di questo legame?

 

Olga : Salvini è politicamente troppo debole per poter rappresentare un vero e proprio alleato. Non è assolutamente in grado di concretizzare questo fantomatico avvicinamento dell’Italia con la Russia. In ogni caso non sono molto informata sulle dinamiche politiche italiane.

 

Tatiana : La Russia sta semplicemente cercando partner per impedire che in occidente si demonizzi ancor di più Putin ed il popolo russo. Non credo però nel legame con Salvini.

 

Irina : Salvini ha fatto quasi l’impossibile. E’ stato in Russia per ribadire la sua contrarietà alla sanzioni contro la Russia ed ha persino stretto la mano con i governatori della Crimea, non riconosciuti dagli stati UE. E’ sempre un sollievo di vedere la volontà di parte del mondo occidentale di resistere alle pressioni americane. Non mi resta che augurare anche agli altri di avere tale coraggio, sopratutto a coloro che si mettono a criticare Salvini scaldando le proprie poltrone di casa.

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Biagio Finocchiaro

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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