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Punture di medusa, le 10 cose da fare (e da non fare)

Croce dei bagnanti, colpisce indistintamente grandi e piccini. Nessuna certezza di sfuggirle neanche, se ci si concede un rapido tuffo sull’acqua. Cosa fare allora, quando avvertiamo quell’inconfondibile bruciore, segnale che, anche questa volta, i tentacoli dell’invisibile nemico ci hanno punto?

Niente panico, mettiamo da parte i rimedi della nonna, e seguiamo queste cinque dritte ad hoc per l’emergenza:

Prima di tutto, se stiamo nuotando al largo, evitiamo movimenti scomposti, ma proviamo a respirare bene e raggiungere la riva con calma.

Una volta arrivati, è necessario diluire la tossina non ancora penetrata, quindi puliamo la parte colpita con acqua di mare, evitando l’acqua dolce.

La terza operazione, prevede la rimozione dei filamenti residui dalla pelle: si può utilizzare una tessera di plastica rigida, oppure un coltello usato di piatto, (non dalla parte della lama)

Per bloccare la diffusione delle tossine e lenire il prurito, applichiamo un gel stringente al cloruro d’alluminio, consigliabile a una concentrazione del 5%

Per alcuni soggetti maggiormente sensibili, la puntura di medusa può provocare uno choc anafilattico, quindi è necessario recarsi al pronto soccorso o chiamare il 118, specialmente se subentrano complicazioni come: reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, e confusione.

Sconsigliato:

Per non rischiare un’ustione, non strofinare la zona colpita con sabbia o con una pietra tiepida.

«Le tossine – spiegano i titolari della farmacia De Nittis – sono termolabili, vengono cioè inattivate dal calore, ma perchè ciò avvenga bisognerebbe raggiungere una temperatura di circa 50 gradi».

Dimentichiamo quindi i rimedi della nonna, secondo il parere dell’esperto: ammoniaca, urina, aceto e alcol «non sono solo inutili, ma potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita».

Evitare di grattarsi per non liberare ulteriore veleno.

Creme al cortisone o contenenti antistaminico sono inutili se la reazione è localizzata, perchè agiscono 30 minuti dopo, quando la reazione è già naturalmente esaurita. Vanno invece bene per via orale, nel caso di lesioni diffuse o di disturbi generali, anche lievi.

Infine per qualche giorno, non esporre al sole la parte colpita. Nella fase di guarigione l’arrossamento lascia il posto a un’iperpigmentazione, che i raggi ultravioletti potrebbero rendere duratura.

Contro macchie antiestetiche spalmare una crema a filtro totale.

Non rimane che prendere nota, per non farsi cogliere impreparati, e non rinunciare a una rilassante giornata al mare.

 foto biologiamarina.org

 

 

 

 

 

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