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Pugni all’ex fidanzata con in braccio la figlia di 2 mesi. In manette 21enne

Un anno di insulti culminati in violenza fisica all’ex fidanzata, madre della figlioletta di due mesi. Con l’accusa di  maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, percosse e danneggiamento, un 21enne è finito agli arresti domiciliari.

La ragazza aveva conosciuto il suo compagno attraverso la comune frequentazione di un noto social media. Dopo appena 4 mesi, la giovane era rimasta incinta. Inizialmente e di comune accordo, il giovane si era trasferito presso l’abitazione dei futuri suoceri. Ma, sin da subito, il suo carattere irascibile e violento aveva preso il sopravvento.

Continui erano i suoi insulti alla gestante in presenza dei suoi genitori i quali, nonostante sopportassero a denti stretti le umiliazioni inferte della figlia, erano considerati ostili dal ragazzo. Il giovane era pertanto riuscito a convincere la fidanzata ad abbandonare l’abitazione familiare per trasferirsi invece in quella dei suoi genitori. Una scelta questa che ben presto però si rivelò insana per la sua tranquillità psicologica.

“Vattene o ti ammazzo”

Gli insulti infatti, ulteriormente aggravatisi, erano condivisi anche dai genitori del ragazzo che ne approvavano invece il deprecabile comportamento. Questo ambiente difficile aveva spronato la ragazza, attraverso l’aiuto del padre, a rientrata nella sua abitazione. Da questo momento la ragazza era continuamente oggetto di minacce da parte del suo ex compagno, affinchè riallacciasse la relazione e ritornasse a vivere nella sua casa.

Ma davanti ai rifiuti della giovane, erano cominciate le intimidazioni anche nei confronti di suo padre. Come quella volta che, recatosi nell’aprile scorso presso la loro abitazione alle 4 del mattino, si era rivolto al genitore intervenuto in difesa della figlia dicendogli: «Non comandi tu quando io voglio parlare con lei le parlo, tu non sei nessuno vattene o ti ammazzo! Se vengo con mio cognato che ha fatto nove omicidi con te diventano dieci, ti ammazzo, vattene sbirro!».

In effetti, qualche giorno dopo, il genitore aveva sorpreso sotto la propria abitazione il giovane in compagnia del cognato che, spavaldamente, lo aveva minacciato: «sei un uomo morto!».

Come se non bastasse, dopo ulteriori quindici giorni circa, l’uomo aveva notato dal balcone ancora il cognato dell’ex compagno della figlia mentre era intento a distruggere la sua autovettura con un bastone. Dopo erano arrivati “in soccorso”  una ventina circa di scooter, ciascuno con due persone a bordo, le quali lo sfidavano gridando e deridendolo pubblicamente: «perché non scendo adesso? Scendi che ti ammazziamo!».

Minacce in ospedale

Ma il peggio doveva ancora venire perché la ragazza il giorno della nascita della figlia, per aver preferito la presenza della madre in sala parto anziché quella del suo ex compagno, fece infuriare quest’ultimo. Spalleggiato dalla zio,  che nella sala d’attesa del reparto di ginecologia dell’ospedale Garibaldi di Catania, il 21enne insultò il padre della partoriente: «sei sbirro che hai chiamato i Carabinieri!». Dopo lo percosse lacerandogli l’arcata sopraccigliare e minacciando platealmente anche l’incolumità dell’ex compagna, aggiungendo che sino a quel momento non era stata picchiata solo perché era incinta.

Replicata la minaccia dal giovane alla sua ex fidanzata allorchè, in presenza dell’infermiera che l’assisteva all’uscita dalla sala parto, le urlò: «appena esci mia sorella ti “scucchia” (ti picchia). Ora che hai partorito sei una femmina che cammina morta!».

Le botte con in braccio la neonata

Minacce che, dopo neanche un mese, si sono realizzate in occasione di una sua visita presso l’abitazione dei genitori degli ex suoceri, per “conoscere” la bambina. Sul pianerottolo della scala del palazzo infatti, proprio dinnanzi alla porta d’ingresso, il ragazzo aveva ricevuto la bambina tra le braccia dall’ex compagna. Ma appena aveva
compreso che il padre di lei era assente, ha cominciato ad insultarla con epiteti irriferibili ridandole la piccola. Qui era iniziata la violenza: il giovane l’ha colpita contemporaneamente con pugni che l’avevano quasi tramortita rischiando di far cadere l’infante e provocandole cagionandole così un traumatismo alla testa con una prognosi refertata di 10 giorni.

Le violenze dell’ex fidanzato hanno spinto la giovane a confidarsi con i carabinieri che hanno proceduto con l’arresto.

E.G.

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Redazione

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