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Provenzano incontra lavoratori del Bellini

Il Ministro si confronta con al Cgil e le categorie produttive

«Dobbiamo cacciare l’idea di rassegnazione che sta tornando ad impadronirsi dei siciliani. Le Cento idee per lo sviluppo che vennero presentate a Catania nacquero anche da una spinta sociale  che ora dobbiamo ritrovare»

Provenzano, ministro si è dichiarato pronto ad accogliere le istanze del territorio e della Cgil, che chiedono un Piano di sostegno straordinario per la Sicilia e per Catania. Ma anche a ricordare che senza uno sforzo comune, ogni passo rischia di cadere nel vuoto.

Incontro promosso dalla camera del lavoro di Catania

incontro con Giuseppe ProvenzanoIl Segretario generale Giacomo Rota ha coordinato il confronto pubblico di stamattina con il ministro per il Sud e la Coesione sociale. E’ stata un’occasione importante per il mondo del lavoro e della produzione cittadina.

Sindacato, Università, industriali, cooperative, artigiani e agricoltori, hanno fatto il punto sulle  criticità dell’area etnea ma anche sulle occasioni ancora poco sfruttate che potrebbero assicurare un nuovo e definitivo slancio al territorio.

Grande assente all’incontro col ministro Provenzano il presidente della Regione, Nello Musumeci. Impossibilitato ad essere presente. Il Presidente della regione siciliana si è scusato per concomitanti impegni istituzionali urgenti. Il sindaco Salvo Pogliese, che in altre occasioni aveva partecipato ad analoghe iniziative pubbliche promosse dal sindacato.

Solo uno il deputato in carica che ha raccolto l’invito della Cgil: Anthony Barbagallo.

Il ministro Provenzano ha incontrato in privato  i lavoratori in difficoltà del Teatro Massimo Vincenzo Bellini e del Porto di Catania, ha ascoltato le istanze delle sigle invitate dal sindacato.

«approvare subito la legge di bilancio – dice il ministro –  che contiene manovre importanti per il Sud e per la Sicilia. Il credito di imposta per investimenti e altre misure sulla ricerca e l’innovazione. Il raddoppio per la strategia delle aree interne dell’Isola che mai come in questo caso è fondamentale perché  significa viabilità, infrastrutture, trasporti, servizi.

Siamo anche a lavoro per il Piano per il Sud. E quando sarà approvata la Manovra, avremo anche questo piano che non vorrei chiamassimo ‘Piano per il Sud’, ma ‘Piano per l’Italia’. perché l’investimento sulla Sicilia è interesse di tutta la Nazione,anche della piccola e media impresa del centro-nord. Dobbiamo superare questa contrapposizione territoriale».

Il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota, non ha nascosto in particolare il forte disagio del mondo del lavoro rispetto al Governo della Regione sempre più distante dagli interessi del territorio e dei cittadini

«Sabato farò il prossimo abbonamento a scatola chiusa e allora fate anche voi come me, diamo un segnale». Per i lavoratori del Porto etneo, il segretario generale denuncia l’oramai evidente «sfruttamento degli operatori e mentre le aziende vanno in autoproduzione, il Porto licenzia. Abbiamo chiesto di darci una mano, è difficile, ma proviamo a sostenerli. Annunciamo  che nei prossimi giorni saremo in Assemblea permanente».

Rota: Al governo chiediamo un sostegno concreto. Non c’è solo lo stabilimento di Milano ma anche quello di Catania

Rota non dimentica le eccellenze agricole mai adeguatamente valorizzate, come il caso eclatante dell’arancia rossa, sottolinea l’ urgenza di rafforzare infrastrutture chiave come Aeroporto, Porto ed Interporto, ma  anche l’esigenza di un’attenzione più forte alla scuola e all’Ateneo, e a tutte le dinamiche che garantiscano un welfare efficace per i più deboli.

Il neo Rettore dell’ Università, Francesco Priolo, affronta il difficile nodo della fuga degli studenti verso le università del Nord

«dove è più facile trovare lavoro, ma qui dobbiamo fare i conti con la riduzione dei docenti e delle risorse in base a criteri solo apparentemente meritocratici che privilegiano, con i fondi premiali e i punti organico aggiuntivi, le università già virtuose e danneggiano invece quelle con condizioni del proprio contesto che le svantaggiano. Come tutti gli atenei meridionali, Catania soffre anche per la scarsa attrattività legata alla sua collocazione geografica, che invece potrebbe essere un’opportunità. Eppure la nostra ricerca funziona».

Per il segretario della Cna, Andrea Milazzo

«si è perso il rispetto per il valore del lavoro artigiano. Una svalutazione culturale ingiusta, che va affrontata con adeguati aiuti fiscali. Crediamo sia necessario un progetto di Mezzogiorno largamente condiviso per riattivare il consumo. Ma in questi anni si è andati nella direzione opposta. Non vogliamo aiuti ma opportunità»

Il presidente della CIA della Sicilia orientale, Pippo Di Silvestro, tiene a sottolineare che non sono i prodotti dell’agricoltura ad essere in difficoltà

«ma è la crisi economica strutturale che ci devasta e il fatto che in Sicilia non facciamo sistema; ci poniamo ancora in maniera individuale. Noi siamo isola, abbiamo costi diversi, mentre i clienti cercano prodotti che costano meno»

Il ministro Provenzano ascolta tutti

«Non lo dico con polemica. Al governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ho dato disponibilità a lavorare insieme per evitare che un solo euro di fondi europei venga perduto. I siciliani non meritano di pagare due volte il costo delle inefficienze»

A.P.

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Redazione

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