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Protocollo di intesa sulla distruzione del commercio a Catania

Stamane presso il Palazzo degli elefanti ha avuto luogo un incontro presieduto dal Presidente della Commissione Commercio Ludovico Balsamo e tutti gli esponenti della stessa  in merito alla Bozza di protocollo sul regolamento Dehors tra Sovraintendenza e Assessorato Attività Produttive  al quale il nostro sindacato FIPET, sempre in prima linea, ha preso parte per far sentire la voce dei commercianti catanesi e sollevare dubbi e perplessità che inficiano in modo sostanziale quanto si decanta come traguardo.

Quando si parla di Regolamento Dehors vengono subito in mente ambienti accoglienti dove cittadini e turisti possano accomodarsi e godere delle bellezze della città in ogni stagione dell’anno. Ma ovviamente si tratta solo di “ immaginazione “ nel senso vero e proprio del termine perché leggendo il contenuto di questo regolamento si capisce che nemmeno per un momento si è pensato davvero di cambiare la qualità dell’accoglienza a Catania confermando l’incapacità di questa città di concorrere con le altre province siciliane a causa della miopia di chi dovrebbe invece guidarci.

Dimenticate i Dehors che avete visto a Firenze, Parigi, Londra o Siracusa , a Catania per Dehors si intende questo – n.b. citazione testuale dalla bozza di protocollo d’intesa-

Tipologia A) senza pedana , né partizione verticale, con copertura di ombrelloni o tende in aderenza all’edificio solo nel caso in cui queste non si sovrappongano agli elementi stilistici e decoratici degli edifici.

Tipologia B ) partizione verticale totalmente trasparente  con copertura di ombrelloni o tende aderenza all’edificio solo nel caso in cui queste non si sovrappongano agli elementi stilistici e decoratici degli edifici.

Tipologia C) pedana e partizione verticale totalmente trasparente aperta su tutti i lati , cioè non collegata alla copertura di ombrelloni o tende aderenza all’edificio solo nel caso in cui queste non si sovrappongano agli elementi stilistici e decoratici degli edifici.

Tipologia D) pedana e/o partizione verticale totalmente trasparente chiusa su più lati lasciando comunque il lato maggiore aperto e copertura stabile retraibile

Se nella tipologia D avete intravisto un barlume di speranza per la creazione di un Dehors convenzionale le vostre speranze devono essere infrante immediatamente infatti sempre dalla sovracitata bozza apprendiamo quanto segue:

Piazza Duomo/ Piazza Castello Ursino/ via Etnea/Via Teatro Massimo/ via Coppola/ Corso Italia/ tipologie ammesse solo A-B

Mentre San Giovanni Li cuti tipologia ammessa A-B-C

Lungomare e aree sottoposte a vincolo paesaggistico ex art 134 Dlgs 2004/42 tipologia A-B-C-D previo parere degli organi competenti dopo una Conferenza di Servizi.

La FIPET- Federazione Italiana Pubblici esercizi e Turismo- attraverso il Presidente Roberto Tudisco denuncia il contenuto del regolamento : “ Noi non vogliamo dimostrare niente, vogliamo solo mostrare” e il contenuto di questo regolamento mostra come sia impossibile con queste regole fare del Turismo serio a Catania. Nella bozza vengono fatti molteplici richiami ad edifici vincolati o di particolare pregio senza mai specificare di cosa stiamo parlando , aumentando così incertezza e caos burocratico, inoltre verrà creato un “database completo e aggiornato di tutte le informazioni facilmente accessibile” presso la Sovraintendenza senza che si sappia quale tipo di poteri di vigilanza e controllo vengano attribuiti alla stessa .

Le tipologia C-D – cioè quelle tradizionalmente si avvicinano di più al concetto di dehors nel resto del mondo- saranno oggetto di apposite conferenze di servizi e per l’autorizzazione degli stessi la Sovraintendenza dovrà fornire parere di competenza e rilasciare le autorizzazioni relative. Questo significa secondo il nostro sindacato e –secondo il buon senso- che per ogni autorizzazione passeranno mesi con costi di denaro pubblico e incertezze varie.

Ricordiamo inoltre che nel “ Regolamento dehors” è previsto lo smontaggio degli arredi ogni sera .

Ricapitolando : non esistono strutture nemmeno stagionali, si devono smontare i tavoli e le sedie ogni sera, si aumentano gli oneri burocratici dei commercianti e si moltiplicano le incertezze tra pareri e database di cui non è dato sapere altro e tutto questo inserito dentro un regolamento che dovrebbe valorizzare l’immagine di Catania.

La nostra insoddisfazione ridadiscono il Pres. Roberto  Tudisco e il Vicepres. Elena Malafarina, è massima, abbiamo più volte denunciato che il contenuto di questo regolamento danneggia gli esercizi esistenti e non fornisce nessuna garanzia di certezza amministrativa perché anzi assistiamo ad una dilatazione dei tempi e dei pareri che si scontra con -le ben note e mai ascoltate- esigenze di semplificazione amministrativa.  La Commissione Commercio   ha preso visione del contenuto del regolamento e della proposta di bozza e sono state sollevate forti perplessità anche da numerosi esponenti del Consiglio Comunale che si rendono conto di come al momento a Catania la priorità sia il rilancio delle attività commerciali e del Turismo ed infatti in passato solo grazie al dibattito del Consiglio Comunale abbiamo potuto chiedere confronto e attenzione alla sostanza.

Dopo quasi due anni di discussione e dibattiti in relazione a questo regolamento e visti i risultati degli stessi dobbiamo prendere atto che questo regolamento non è ponderato per creare una vera risorsa ma solo un ostacolo e che forse non ci sono i giusti interlocutori con cui confrontarci in questa sfida.  Preso atto di tale situazione invitiamo il Sindaco Enzo Bianco a non firmare questa condanna a morte per i pubblici esercizi ed evitare corse e lotte intestine dentro il Consiglio Comunale ultimo baluardo della difesa dei cittadini e commercianti.

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Redazione

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