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Protezione Civile: 160.000 morti a Catania se arriva la scossa

La banca dati del dipartimento della Protezione civile con cui viene pianificata l’emergenza in caso di terremoto fornisce un dato agghiacciante proprio su Catania.

Se ci fosse una forte scosse il totale di morti e feriti a Catania sarebbe pari a 161.829. La città etnea sarebbe il luogo più colpito in un meridione dove si segnala l’allerta maggiore, a Catania segue Messina con 111.622 vittime e Reggio Calabria con 84.559.

L’intensità di un terremoto viene calata sul patrimonio edilizio attuale della città presa in considerazione. Il calcolo tiene conto di parametri locali come la densità degli abitanti, la vulnerabilità degli edifici in base all’anno e al materiale di costruzione, l’altezza dei palazzi e tutto quanto la Protezione civile aggiorna nel Sige, il sistema informatico di gestione delle emergenze.

A segnalara la banca dati degli orrori pubblicata nel 2013 dal giornale L’Espresso è Matteo Iannitti che per spiegare i perchè di una tragedia immane come questa si richiama al libro Mentre l’orchestrina suonava “gelosia” del giornalista catanese del Fatto Quotidiano Antonio Roccuzzo

Senza piano regolatore da quasi sessant’anni, con premi di cubatura portati da questa amministrazione al 35%, con nessun fondo dedicato alla messa in sicurezza antisismica dei palazzi destinati ad abitazione, con i soldi per il ripristino dei danni del terremoto del 1990 che stanno arrivando solo in questi mesi, dopo 26 anni, Catania è oggi tra le città a più alto rischio sismico d’Europa.

A causa di speculatori senza scrupoli, costruttori mafiosi, amministrazioni e funzionari compiacenti i palazzi dove dormiamo o lavoriamo rischiano di seppellirci. Più che in altre città d’Italia.

Non sta solo ai Governi, sta a noi, alla nostra comunità, esigere la messa in sicurezza del nostro territorio, finanziamenti anche per le civili abitazioni e per ogni edificio pubblico.

 

In evidenza immagine terremoto Santa Venerina 2002

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Redazione

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