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Prosegue il processo per l’affidamento lavori all’aeroporto

E’ uno degli “snodi” fondamentali della città del futuro. E attorno ad esso ci sono interessi e che interessi. Ne riparleremo. Intanto trattiamo di una vicenda giudiziaria: come il processo, per abuso d’ufficio, sull’affidamento senza gara d’appalto delle pulizie alla Pubbliservizi, che si celebra davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Catania (Presidente Maria Pia Urso, a latere Santino Mirabella e Antonino Milazzo).

capo_imputazione_lombardo_fotoImputati ci sono i vecchi vertici della Sac, in carica nel 2007: con Raffaele Lombardo, come presidente della Provincia, ci sono Alfio D’Urso, Sebastiano Paladino, Stefano Maria Ridolfo, Michele Sineri, Giuseppe Gitto, Giacomo Di Blasi nella qualità di direttore generale della Pubbliservizi.

Gli imputati sono accusati di aver in concorso tra loro procurato “un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Pubbliservizi S.p.a.” società della Provincia che si occupa di gestione e produzioni di servizi. L’affidamento venne concesso in house contrariamente, secondo l’accusa, a quanto previsto dalla legge che imponeva una gara “aperta, ristretta o negoziata o mediante dialogo competitivo”. La delibera, risalente al 7 maggio 2007, affidò alla Pubbliservizi S.p.a. “l’appalto per la pulizia della stazione aeroportuale di Catania”. Proprio con la concessione diretta dell’appalto, si legge nel capo d’imputazione, si sarebbe creato “un ingiusto danno alle imprese concorrenti cui non era consentito partecipare alla necessaria gara”.

Nell’ultima udienza è stato sentito, come teste della Difesa, l’avvocato Santi Pappalardo, ascoltato per avere fornito un parere legale al consiglio d’amministrazione della Sac proprio in merito alla vicenda sotto esame giudiziario.

“Al momento dell’affidamento dei lavori c’era necessità e urgenza ma anche confusione sulla natura dell’istituto giuridico utilizzato per affidare il servizio”-ha detto Pappalardo. Che ha aggiunto: “non c’erano i tempi per una gara d’appalto, nella migliore delle ipotesi occorrevano 37 giorni.

Lo svolgimento di una gara presuppone tempi tecnici; almeno 3-4 mesi per la valutazione delle offerte che dovevano essere esaminate anche da un punto di vista tecnico.”

Inoltre, l’apertura dell’aeroporto, all’epoca, non poteva essere prevista. “Al 31 marzo 2007 –ha precisato Pappalardo- mancavano ancora i lavori per il collaudo. In assenza di certezze e di un lavoro cantierabile, non si poteva procedere ad una gara perché la Sac si sarebbe esposta ad un’azione risarcitoria. In quella situazione, quindi, si è proceduto ad un affidamento per 4 mesi. Non si poteva intendere come una proroga del vecchio contratto, perché cambiavano le superfici, la grandezza dell’aerostazione. La scelta di concludere con Pubbliservizi evitava il sospetto di avvantaggiare i privati”.

Le difese hanno sempre sostenuto l’assoluta legittimità dell’azione degli amministratori della Sac.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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