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Pronto Soccorso e Polizia, collegamento in rete. Il Sindacato: “Si assuma anche nuovo personale”

Un collegamento tra i Pronto Soccorso e la sala operativa per garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini e agli operatori sanitari. Comincia da ora la connessione in rete nell’ambito del progetto per la sicurezza realizzato dall’Assessorato regionale della Salute su proposta della Questura di Catania.

«Proprio in questo ospedale si è verificato nei giorni scorsi un grave episodio di aggressione nei confronti del personale: se siamo qui è grazie alla sensibilità dell’assessore Borsellino», ha detto il direttore generale Angelo Pellicanò, aprendo i lavori. «È un progetto a un’impronta preventiva – ha spiegato il questore Cardona – che intende dare serenità a personale e pazienti. In ogni Pronto Soccorso, sarà a disposizione dell’operatore una linea diretta per comunicare con la sala operativa; in caso necessario, le macchine interverranno immediatamente. La possibilità di leggere in tempo reale i referti consentirà inoltre alla Polizia di avviare subito eventuali accertamenti».

Per la Polizia di Stato si tratta di un nuovo strumento d’azione che consentirà l’immediato intervento delle Volanti in tutti quei casi in cui le ansie e le angosce di chi si trova esposto al dolore e alla sofferenza trascendono in atti d’intemperanza e violenza nei confronti di medici e paramedici. I medici, inoltre, potranno inviare tramite Pec, quindi in tempo reale, i referti chedi sospetti pazienti vittime di violenza, iniziando un immediato approfondimento investigativo.

“Il questore Marcello Cardona ha mantenuto la promessa d’intervento con questa prima iniziativa, ma ci chiediamo se l’assessorato manterrà la sua e il protocollo d’intesa. – hanno dichiarato i rappresentanti FSI-CNI –  Le lunghe attese nei pronto soccorso mandano in incandescenza i cittadini che poi aggrediscono. Per risolvere questa situazione servono le assunzioni di personale. Finora la Regione ha fatto tagli selvaggi, ha bloccato le assunzioni, ci ritroviamo una sanità malata ed è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo in cui versano gli ospedali siciliani. Direttori generali che non hanno saputo programmare nei modi e nei tempi dovuti le risorse a disposizione. Pochi infermieri e pochi medici, i pronto soccorso sono diventati dei gironi infernali, il personale inizia a fare istanza di trasferimento in altri reparti per paura e tanti altri non vogliono prestarci servizio. Come si può lavorare con serenità nei pronto soccorso e negli ospedali in quest’inferno. In Sicilia l’80% degli ospedali è sprovvisto di vigilanza. Dopo il caso della piccola Nicole è calato il silenzio, per noi no, per noi Infermieri -concludono –  è un motivo in più per fare sempre meglio, perché non si faccia di tutta l’erba un fascio e perché si faccia di tutto al fine di non ripetere certi gravi errori e non succedano più queste cose orrende. Le aziende hanno il dovere e l’obbligo di garantire che chi lavora al Pronto Soccorso possa operare senza doversi pure preoccupare di difendersi da aggressioni, stress continuo e danni psicologi sono scatenati dal clima di tensione e paura ai danni gli operatori tutelati dal D.lgs 81/2008 – Sicurezza Lavoro”.

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Redazione

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