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Pronto Soccorso Acireale: 2 medici per 300.000 utenti

foto art 2È un terno al lotto ogni turno al pronto soccorso di Acireale: 2 medici a fronte di un bacino di utenza stimato in 300.000 utenti. La sanità siciliana non è per persone ma per bestiame. Per anni le cliniche private sono state sovvenzionate con una mole impressionante di soldi pubblici, poi i tagli che, più che altro, hanno colpito il pubblico mettendolo ancora più in ginocchio di quanto già non fosse.

L’ospedale di Acireale con il suo pronto soccorso deve dare conto ad un’utenza vastissima. Ogni anno si registrano circa 40.000 accessi ed ora con la soppressione del pronto soccorso di Giarre non si sa cosa aspettarsi.

Si trasforma in PTE (Presidio Territoriale d’Emergenza, linee guida a questo link) Giarre e non si fa niente per potenziare Acireale dove, al pronto soccorso, restano operativi solo 10 medici. Erano già pochi, ora il loro numero è ridicolo, solo che qui non ride nessuno. In totale 10 dottori per l’emergenza, 2 di loro pare godano degli sgravi lavorativi previsti dalla legge 104, quindi quelli attivi al 100% sarebbero solo 8. Di norma, ogni turno è scandito da 12 ore, con margini di riposo tra un momento e l’altro di turnazione pari quasi a zero.

Non solo questo, a ciò aggiungasi le condizioni in cui lavorano questi medici. Ogni notte – quando arriva un gran numero di gente – è un un incubo. 50-40 accessi, attese interminabili. Lettighe nei corridoi e medici che si sbattono da un’emergenza ad un’atra. Sembra il punto ricovero di una zona di guerra ma è solo il pronto soccorso di Acireale.

Non c’è sicurezza. A partire dalle 20.00 fino alle 8.00 del giorno successivo si alza la sbarra dell’ingresso e chiunque può accedere dentro l’ospedale. Al nosocomio acese non è mai stato istituito un posto di polizia e la sicurezza è affidata alla vigilanza privata. La notte può succedere tutto. Drogati, malati di mente, gente ferita per circostanze oscure chiunque può arrivare. Insomma, un colpo di pura adrenalina ogni notte di turno tra pericoli ed emergenze sanitarie.

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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