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Crisi socio-politica. Le riflessioni di LAB.ORA

Si è svolta dal 7 all’8 dicembre, presso il Parco Tirreno Residence di Roma, l’evento nazionale del LAB.ORA, l’innovativo progetto dell’Associazione Laudato si’, sul tema: “Fisiologia di una crisi. Una risposta sistemica”.

LAB.ORA: buoni ideali per buone prassi.

Nell’imponente giardino del laicismo di matrice cattolica è germogliato un nuovo progetto, innovativo quanto audace nella sua ambizione. Contro l’attuale crisi, occorre ripartire da una formazione giovanile mirata alla promozione di ideali e buone prassi contenute nella Dottrina Sociale della Chiesa. Il Progetto “LAB.ORA: Mille giovani Servitori del Bene Comune” non è rivolto, dunque, allo sviluppo di un nuovo orientamento politico, quanto alla migliore definizione del “prepolitico” d’ispirazione cristiana, dal quale può discendere una nuova classe dirigente.

Per far questo, l’Associazione Laudato si’ ha pensato alla formula degli incontri residenziali – definiti appunto LAB.ORA – della durata di cinque giorni, fondati sulla dinamica della testimonianza e della trasmissione esperienziale dei saperi. Il progetto è stato ideato in collaborazione con le diocesi, coinvolgendo pure la Sicilia, con un convegno a Caltagirone, nel luglio dello scorso anno.

Finora, i LAB.ORA hanno visto la partecipazione di circa 200 giovani laureati e laureandi. I temi scelti permettono loro di imparare a dialogare, partendo dai propri studi accademici e dalle proprie esperienze.

Ripartire dalla crisi per ritrovare i valori perduti.

L’evento nazionale della scorsa settimana è stato un’occasione per presentare i contenuti e le modalità attraverso cui l’Associazione Laudato si’ opera.

L’apertura del convegno è stata affidata al dr. Paolo Maria Floris, che ha richiamato i partecipanti alla necessità di comprendere la natura della crisi socio-politica e culturale che stiamo vivendo.

Tale comprensione esige una risposta significativa, che contrasti con efficacia la «siccità di valori spirituali».

In quest’epoca è in crisi la stessa «arte di vivere», come ha specificato il prof.  Salvatore Martinez, presidente dell’Associazione. Contro il palese «tentativo corrente di privare l’idealismo cristiano di ogni rilievo pubblico», si propone «un nuovo ethos, che segni una profonda stagione di conversione, che ridia slancio alla laicità cristiana». Il modello proposto è la persona di don Luigi Sturzo nella sua azione e responsabilità politica, il cui programma si ritiene «tremendamente attuale».

Dall’economia alle istituzioni: le regressioni del sistema.

Il vicepresidente Raffaele Bonanni, ex Segretario Generale della CISL, ha mosso il suo intervento sul piano economico. Le regressioni indotte dal moderno processo produttivo e dal consumismo imperante hanno ulteriormente aggravato l’instabilità della società. «L’economia deve contribuire alla crescita della comunità, cogliendo le efficienze dell’impresa e il potenziale dei lavoratori coinvolti».

La crisi socio-economica non poteva che riversarsi pure sul piano istituzionale. I partiti tradizionali non sono più in grado di rispondere alle continue fratture della società, con la conseguente nascita di nuove forme di associazionismo.

Secondo il prof. Francesco Bonini, Rettore dell’Università LUMSA, appare fondamentale che i diversi soggetti del mondo cattolico intervengano in modo deciso e responsabile in questa nuova stagione politica, come parte integrante della società civile italiana. Il rischio maggiore della crisi istituzionale concerne la stabilità stessa della democrazia, sempre più legata ai sondaggi.

Per far fronte a tutto questo, il prof. Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte Costituzionale, auspica la rivitalizzazione della politica, rafforzando la società e tornando a praticare la sussidiarietà», suggerendo la democrazia partecipativa come soluzione vincente contro il pericolo della frammentazione.

 

[Foto in evidenza by Dazebao]
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