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Procura: continua il contrasto al dilagante fenomeno del traffico di migranti

Un appello per immaginare risorse e mezzi idonei per sostenere le indagini sui “viaggi della speranza” nel Mediterraneo che spesso si sono tramutati in “rotte della morte”: lo ha lanciato stamane il Procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi, durante una conferenza stampa sulle ultime indagini in tema di contrasto alle organizzazioni criminali specializzate nel traffico di migranti, presenti anche il capo dello Sco, Raffaele Grassi che coordina il servizio centrale operativo della polizia,  i dirigenti della squadra mobile di Catania, Antonio Salvago, di Ragusa Antonino Ciavola e di Siracusa Tito Cicero.

“Nel 2014 abbiamo avuto 109 condanne di soli reati associativi – ha detto il Procuratore Salvi – ma l’anno prossimo non saremo in grado di sopportare ancora uno sforzo di questo genere se non vi sarà la comprensione che questa è una dinamica che non si può affrontare solo sul piano penale e solo nei singoli distretti”.

Salvi, inoltre, ha chiesto “un impegno sia a livello nazionale che europeo perché si comprenda che qui sono necessarie le risorse umane, finanziare e normative per affrontare questo problema”.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti sono stati resi noti alcuni dati sul fenomeno dell’immigrazione: aumenta il flusso dei migranti via mare e cambia anche la nazionalità degli immigrati che provengono soprattutto da Siria e Palestina.  Dal 2012 al 2014 in Sicilia il flusso migratorio e’ passato da zero a 160 mila. Nel 2014 nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa vi sono stati 263 sbarchi: 45 a Catania, 102 a Siracusa, 116 a Ragusa.

I fermi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati 46, sono 61 quelli per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Sempre per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono state 191 le persone rinviate a giudizio tra il 2011 e il 2014 e 109 quelle condannate in primo grado. Tra il 2013 ed il 2014 le squadre mobili di Catania, Siracusa e Ragusa, coordinate dalla Dda di Catania, hanno portato a termine tre operazioni: ’’Markeb-el-khbir’’, ’’Operazione Tessa’’ e ’’Operazione Tokhla’’. Gli investigatori hanno fatto luce sul naufragio del 9 settembre del 2014.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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